Le opere di Petrarca

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Note generali sulle opere di Petrarca (10 pagine formato doc)

04) ANALIZZA IL SECRETUM, LA STRUTTURA, I PERSONAGGI, GLI ARGOMENTI CHDE LO COMPONGONO.
QUAL’E’ LA CONCLUSIONE CHE DIFFERENZIA L’ESPERIENZA DI PETRARCA DA QUELLA DEL SUO MAESTRO S.AGOSTINO E DEL SUO PREDECESSORE DANTE ?
Questo continuo esame di coscienza si traduce nelle opere di meditazione religioso morali, la più importate è il Secretum. Scritto intorno 1343 e revisonato nel 1353. 
L’opera è suddivisa in tre libri ed è strutturata come un dialogo tra Francesco e S.Agostino.
Il dialogo si svolge in tre giorni alla presenza di una donna bellissima, figurazione allegorica della Verità, la quale però non prende mai parola.


Nel dialogo lo scrittore si sdoppia in due personaggi entrambi proiezione della sua personalità lacerata:
- S.Agostino rappresenta la coscienza, che fruga nell’animo di Francesco, smontando le sue giustificazioni convincenti e i suoi abili morali. Con lo scopo di portare alla luce la verità, spesso sgradevole.
                                                       – Francesco rappresenta la fragilità del peccatore, disposto a imparare ma riluttante a staccarsi dalle lusinghe moderne e dai beni a lui cari.
I libro Agostino rimprovera a Francesco la sua volontà debole (acidiosi), che non gli ha permesso di tradurre in atto le sue irraggiungibili aspirazioni in una vita pura e virtuosa.


II libro passa in rassegna i 7 peccati capitali soffermandosi su quello che più affigge Francesco, l’accidia : una debolezza morale che annulla ogni possibilità di scelta o di azione.III libro sono esaminate due colpe gravi, la gloria terrena che distoglie il pensiero dalle cose eterne e l’amore per Laura.  Per Francesco l’amore per Laura è innocente e fonte di virtù, al contrario Agostino gli dimostra che è causa dell’inizio della sua degenerazione morale. 
Nel dialogo è presente l’ansioso bisogno di giungere a una pace interiore, quando però questo si conclude tutte le contraddizioni sono ancora irrisolte. Petrarca non arriva a cambiare la sua vita,  e riconosce che non può vincere la sua natura, i suoi limiti. Francesco a differenza di Agostino nelle Confessioni e a Dante nella Commedia a fine del travagliato percorso non riesce a giungere a una definitiva conversione, non trova la pace e la salvezza. Petrarca è quindi L’UMO DELLA CRISI, senza salde certezze.