"Il pastor fido"

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IL PASTOR FIDO DI GIOVAN BATTISTA GUARINI IL PASTOR FIDO DI GIOVAN BATTISTA GUARINI L'opera teatrale più importante del Guarini è Il pastor fido, composto tra il 1580 e il 1583, e pubblicato a Venezia nel 1590.
È un dramma pastorale in endecasillabi e settenari, ad imitazione dell'Aminta del Tasso, di cui il Guarini fu amico e rivale. La vicenda si svolge in Arcadia (Grecia) ed ha per protagoniste due coppie di giovani, Amarilli e Mirtillo, Dorinda e Silvio, che coronano il loro amore dopo molte vicissitudini. Amarilli e Mirtillo si amano, ma vengono ostacolati dall'interpretazione sbagliata di un oracolo; Dorinda soffre per l'indifferenza di Silvio, del quale finalmente ottiene l'amore dopo che egli l'ha ferita scambiandola per un lupo. La favola, complicata da numerosi episodi collaterali, si conclude festosamente con le doppie nozze.
In ossequio alle concezioni moralistiche della Controriforma, il Guarini propone una società saldamente retta dalle leggi e basata sull'istituto del matrimonio; nella sua opera corre tuttavia una vena sensuale, particolarmente evidente nella visione dell'amore, esaltato come espressione sana e gioiosa dell'istinto vitale. Al di là del suo valore letterario, Il pastor fido è un testo-chiave per seguire l'evoluzione della favola pastorale. Esso infatti non è destinato solo alla lettura, ma anche alla rappresentazione teatrale; in tal modo è possibile far rivivere sulla scena la vita della corte, alla quale l'autore rimanda con chiare allusioni, e rendere più forti i legami tra la corte stessa e il luogo mitico nel quale si svolge l'opera. Già il Tasso si era posto su questa strada con l'Aminta, ma il Guarini la segue con maggior decisione: i personaggi e le situazioni della sua Arcadia, infatti, sono assai più concreti e vicini al mondo reale, sebbene conservino ancora i caratteri stilizzati di un ambiente fantastico. Un'altra interessante novità del Pastor fido è l'intreccio tra elementi drammatici e comici. Infatti il carattere dei personaggi e gli avvenimenti hanno una forte componente tragica (soprattutto evidente nel minaccioso incombere del fato e degli dei sulla vita degli uomini), ma alcuni aspetti sono peculiari della commedia; tra questi lo scambio di persona, le peripezie amorose e la lieta fine dovuta al riconoscimento del personaggio (agnizione). Lo stile e il tono medio dell'opera sono dati da un decoroso equilibrio formale, che fa leva sull'armonia dell'espressione, su un'elegante scorrevolezza e su una facile musicalità, che ammorbidisce ogni eccesso a favore di un andamento lineare e fluido. I princìpi applicati nel Pastor fido sono esposti dallo stesso Guarini in un importante testo teorico, il Compendio della poesia tragicomica, del 1601. L'autore vi sostiene che scopo della poesia è dilettare e non ammaestrare, e dichiara la sua preferenza per la favola pastorale, sintesi perfetta fra la tragedia e la commedia. A suo giudizio, infatti, essa concilia la grandezza dei personaggi, la verosimiglianz