Patria di Pascoli: analisi

Appunto inviato da
/5

Riassunto e analisi dettagliata della poesia, Patria, di Giovanni Pascoli (3 pagine formato doc)

PATRIA POESIA

Giovanni Pascoli - Patria -
Sogno d’un dì d’estate.

Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.

Scendea tra gli olmi il sole
In fascie polverose;
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, rose;
due bianche spennellate

in tutto il ciel turchino.

Siepi di melograno,
fratte di tamerice,
il palpito lontano
d’una trebbiatrice
l’angelus argentino…

dov’ero? Le campane
mi dissero dov’ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.

Tesina maturità sull'amor di patria

 

PATRIA DI PASCOLI ANALISI

La lirica si apre con la descrizione di un giorno estivo: l’autore evidenzia il suono prodotto dalla cicale e quello delle foglie generato dal vento maestrale; nel cielo “turchino” ci sono due nuvole “tenui”.

L’autore si rende quindi conto del luogo in cui si trova ascoltando il suono delle campane e subito viene rievocato il momento della morte del padre.

Amor di patria, tema svolto

 

ENJAMBEMENT PATRIA PASCOLI

La metrica della composizione presenta versi in novenari e sono presenti numerosi enjambements che spezzano sintagmi strettamente uniti, come il soggetto e il verbo, oppure il sostantivo e l’aggettivo ad esso riferito.

Le rime seguono lo schema A, B, A, B; tra di esse si trovano due rime equivoche ai versi 7 e 9: “Scendea tra gli olmi il sole… erano in ciel due sole”, quindi due parole scritte nello stesso modo hanno un significato ben diverso.
Il testo è incentrato interamente su un gioco di elementi visivi ed uditivi, che suscitano delle sensazioni differenti. Grande rilievo infatti nella poetica pascoliana hanno gli aspetti fonici, cioè i suoni che compongono le parole, espressi per lo più attraverso onomatopee che  indicano un’esigenza di penetrare nell’essenza dell’oggetto decritto. Quindi Pascoli sottolinea appunto lo “scampanellare” delle cicale, il rumore delle foglie e  il palpito di una trebbiatrice, suscitando una sensazione, oltre che di tipo uditivo, anche di tipo visivo.
A livello sintattico si nota la predominanza della paratassi e questa scelta stilistica ha una sua spiegazione; in tutti i testi di pascoli infatti prevale la coordinazione sulla subordinazione, quindi la struttura sintattica si frantuma in serie paratattiche di brevi frasi senza rapporti gerarchici tra di loro. Questa frantumazione rivela  il rifiuto di una sistemazione logica dell’esperienza, il prevalere della sensazione immediata e dei rapporti analogici.