La poesia epica: significato e caratteristiche

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Significato e caratteristiche della poesia epica, Omero e commenti ai poemi Iliade e Odissea (5 pagine formato doc)

POESIA EPICA: SIGNIFICATO E CARATTERISTICHE

La poesia epica.

La poesia eroica, a volte, nel suo insieme coincide con la poesia epica e i due termini sono considerati come sinonimi, ma la poesia epica è un fatto culturale più interessante, più strutturato e più evoluto.   Infatti l’epica, oltre a celebrare ed affermare i propri eroi e valori, è anche in grado di analizzare  e mettere in questione ciò che viene celebrato. Soprattutto riesce ad esprimere le strutture centrali di una cultura e consente una riflessione su di esse.

POEMA EPICO

Differenze tra i due poemi.

La cultura europea non possiede “un” modello di poema epico, ma fin dall’inizio una coppia di testi, sensibilmente diversi tra di loro. I due poemi omerici, l’ILIADE e l’ODISSEA, rappresentano nella nostra cultura i prototipi  del genere epico. Nell’Iliade, il mondo che il poeta descrive ha il suo centro nelle gesta e nei sentimenti dei grandi eroi; il poema si sofferma tuttavia anche sugli effetti della concezione eroica della vita. In esso si trovano commenti sulla guerra da parte di anziani, regine e di principesse, e si tratta spesso di commenti negativi. L’Iliade è come una lente focalizzata sopra un solo punto, quello degli uomini in guerra che affrontano la morte e conquistano la gloria. Il poema è grande nel senso che si cimenta con una profonda questione morale. Nell’Odissea invece, trovano posto: la virtù, il piacere, il vizio, la sofferenza, gli schiavi, gli stranieri, le donne, i nobili e persino gli animali e, per completare il quadro del mondo che essa rappresenta, al di sopra di tutto c’è un dio giusto.

L'epica francese e la Chanson de Roland

QUESTIONE OMERICA

OMERO. La questione omerica. Nell’antico mondo greco, il due grandi poemi epici, l’Iliade e l’Odissea  erano considerati opera di Omero, cantore poeta nato a Smirne e vissuto nell’isola di Chio. Secondo numerose leggende era considerato fondatore della scuola dei cantori epici di Chio: sarebbe stato cieco e considerato come un grande saggio.  Per giustificare le differenze  vistose  tra i due poemi, si pensava che  egli avesse composto l’Iliade in età giovanile e l’Odissea quando era già anziano.
Abbiamo notizie di un gruppo di studiosi (separatisti) i quali consideravano i poemi opera di due diversi autori. Grazie ai grammatici che lavoravano presso la biblioteca di Alessandria d’Egitto, vennero segnalati eventuali punti dubbi (considerati interpolati, cioè aggiunti in epoche posteriori) e vennero messe in evidenza alcune contraddizioni interne. In epoca rinascimentale Giambattista Vico considerò i poemi omerici come opera di tutto il popolo  greco  nella sua fase eroica:  moltissimi anonimi poeti avrebbero collaborato a costruire il patrimonio collettivo di miti e racconti, poi confluiti dell’Iliade e nell’Odissea.