La Scuola siciliana: figura del poeta, temi ed esponenti

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Scuola siciliana: riassunto breve sulla figura del poeta, temi, struttura, linguaggio e i maggiori esponenti, Giacomo da Lentini (2 pagine formato doc)

LA SCUOLA SICILIANA: RIASSUNTO

La Scuola Siciliana.

Alla fine del Duecento, in Toscana, il genere lirico si istituzionalizza in un canone fisso caratterizzato soprattutto da una lingua unitaria. I primi ad impiegare per la prima vota un volgare italiano nella lirica d’amore, ispirandosi a quella provenzale dei trovatori.
La poesia lirica nasce alla corte di Federico II di Svevia (1220-1250), la cui corte, per quanto itinerante, era per lo più stabilita in Sicilia, che divenne così il centro culturale e politico dell’impero. Cercando di realizzare un’egemonia ghibellina in Italia, Federico si contrapponeva alla Chiesa sul livello politico e culturale, incoraggiando le tendenze scientifiche e la laicità.

Per quanto riguarda la poesia, favorì lo sviluppo di forme liriche in volgare siciliano ispirate alla tradizione dei trovatori provenzali. Oggi parliamo di scuola siciliana intendendo quel gruppo di circa 25 poeti attivi tra il 1230 e il 1266, durante la dinastia di Federico e di suo figlio Manfredi.

La figura sociale del poeta. Il poeta non è più un professionista proveniente dalle file dei cavalieri poveri e della piccola nobiltà, né un giullare, ma quasi sempre un borghese che esercita funzioni giuridiche e amministrative a corte, come un giudice o un notaio, e che si dedica alla poesia per diletto.
Le sue poesie non sono accompagnate dalla musica né destinate alla recitazione o al canto, bensì alla sola lettura.

La Scuola siciliana: riassunto breve

LA SCUOLA SICILIANA TEMI

I temi. Resta il motivo del vassallaggio d’amore preso in prestito dalla società feudale, con le offerte dell’amore da parte del soggetto poetico in cambio di una ricompensa da parte della donna. Ma poiché ora la società non è feudale, bensì cortigiana, l’accento si pone sull’amore in quanto tale: la poesia è insomma più astratta e rarefatta di quella provenzale. La figura della donna è meno delineata, mentre il discorso si incentra spesso su una riflessione sulla fenomenologia dell’amore, con il seguente processo di analisi interiore e all’esame dell’amore in chiave scientifica e naturalistica tipica della cultura laica prevalente alla corte sveva.

Scuola siciliana e dolce stil novo: riassunto

LA SCUOLA SICILIANA POESIE

Le strutture metriche. Si ritrovano tre tipi di strutture metriche:
1.    La canzone, derivata dalla canso provenzale, costituita da un numero variabile di stanze (5-7) uguali tra loro per numero e per versi e per schema di rime. Le stanze sono formate dalla fronte e dalla sirma, collegate dalla chiave. La canzone si conclude di solito con il congedo.
2.    La canzonetta è spesso di argomento amoroso e tono popolare. I versi possono essere più brevi e vivaci (settenari, ottonari). Il ritmo è più semplice e spontaneo. Un esempio è Meravigliosamente di Giacomo da Lentini.
3.    Il sonetto è composto da 14 endecasillabi divisi in quattro strofe, due quartine e due terzine. Di solito il sonetto tratta di argomenti discorsivi, teorici, ma anche amorosi e scherzosi.  

Il linguaggio. Data la sua natura raffinata ed altamente selettiva, la lirica siciliana utilizza un lessico colto e ricercato. La lingua poetica dei siciliani non è conosciuta perfettamente, perché i canzonieri che raccoglievano la produzione poetica non furono ricopiati e quelli esistenti andarono persi. I copisti toscani che li avevano già ricopiati, stravolsero la lingua dal siciliano al toscano, modificando la -u finale siciliana in -o ed ottenendo così rime imperfette, tramandate come “rime siciliane”.

Dalla Scuola Siciliana allo Stil novo: riassunto

LA SCUOLA SICILIANA: GIACOMO DA LENTINI

Giacomo da Lentini. Fu funzionario imperiale tra il 1233 e il 1241, noto in Toscana come il Notaro. Fu  molto probabilmente l’inventore del sonetto e il caposcuola del canone lirico siciliano.
Sul piano tematico, tende ad analizzare i movimenti psicologici dell’io e alla descrizione della fenomenologia dell’amore, che viene scomposto in due fasi:
1.    La fase del piacimento, che nasce dall’atto di vedere la bellezza della donna con gli occhi
2.    La fase del nutricamento, che viene prodotto dalla riflessione amorosa, che ha sede nel cuore.
Gli interessi naturalistici e scientifici coltivati alla corte di Federico II introducono nuovi elementi nel discorso amoroso coinvolgendo la donna in una serie di relazioni con il mondo della natura.