I promessi sposi:capitolo I

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Analisi dettagliata del primo capitolo del capolavoro manzoniano:aggettivi,figure retoriche,personaggi,abstract(formato txt) (0 pagine formato txt)

SCHEDA DEL LIBRO Capitolo I Titolo: "I Promessi Sposi" Autore: Alessandro Manzoni A cura di: Mariateresa Sarpi e Adriana Tocco Tognon Casa editrice: Marco Derva editore Anno di pubblicazione: Napoli, 1989 Aggettivi - Le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo (pag.8).
- L'atto minaccioso e iracondo (pag.12). - Delitti enumerati (pag.14). - L'uomo bonario (pag.14). - I più abbietti e ribaldi soggetti (pag.15). - Il nobile dovizioso (pag.15). - I contadini avvezzi (pag.15). - La voglia di essere un po fantastico (pag.16). - Uomo soverchiatore (pag.19). Figure retoriche - Metafora "l'ossatura de due monti" pag.7.
- Metafora "monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo" pag.8. - Similitudine "si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e ineguali pezze di porpora" pag.8. - Similitudine "Questo nome fu, nella mente di don Abbondio, come, nel forte d'un temporale notturno, un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti, e accresce il terrore" pag.13. - Metafora "Ma fin da primi suoi anni, (don Abbondio) aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne." pag.14. - Metafora "Questo chiamava un comprarsi gl'impicci a contanti, un voler raddrizzare le gambe ai cani" pag.17. - Metafora "Eh! Le scoppiettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano!" pag.20. Personaggi Don Abbondio: Non era un nobile e nemmeno ricco e tantomeno coraggioso. Era un uomo molto calmo e il suo modo di fare lo portava a scansare qualsiasi contrasto e a cedere in quelli che non poteva evitare. Se doveva prender parte tra due concorrenti si schierava col più forte cercando però di far capire al nemico che se non si era schierato con lui era solo perché era più debole. Don Abbondio stava alla larga dai prepotenti, cercando di ignorare le loro prepotenze. A forza di inchini e di rispetto gioviale, costringeva anche i più burberi a fargli un sorriso. I Bravi: I bravi erano uomini che si mettevano al servizio dei potenti, dai quali ottenevano la protezione e l'impunità nei confronti della legge. In questo caso sono due persone, entrambe indossavano intorno al capo una reticella verde, avevano una cintura di cuoio con varie armi appese. Uno dei due era considerato il forzuto e l'altro il diplomatico. Essi imposero a Don Abbondio che il matrimonio tra Renzo e Lucia non avvenisse e, stando al patto col padrone don Rodrigo, non accettano discussioni o trattazioni. Perpetua: Era la serva di Don Abbondio, era affezionata e fedele, sapeva ubbidire e comandare secondo l'occasione, tollerare i brontolii del padrone e, a sua volta, fargli tollerare le proprie. Era rimasta celibe per non aver mai accettato tutti i partiti che le si erano offerti, come diceva lei, o per non aver mai trovato un cane che la volesse, come dicevano le sue amiche. Abstract Questo primo capitolo narra l'incontro tra don Abbondio, uomo gentile ma per niente corag