Riflessioni sul sonetto "Alla sera" di Ugo Foscolo

Appunto inviato da carlotta25
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Breve tema sulle riflessioni, personali e dell'Autore sulla sera. (1 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

RIFLESSIONI SULLA SERA RIFLESSIONI SULLA SERA La sera è stata oggetto della riflessione di numerosi autori lungo i secoli.
Un'immagine assai efficace è sicuramente quella del Foscolo che ha paragonato la sera all'avvicinarsi della “fatal quiete”, la morte; considerando, di quest'ultima, due diversi aspetti: da una parte l'annullamento dell'uomo, dall'altra l'approdo ad un porto sicuro e libero dai problemi e dagli affanni della vita, in cui poter finalmente raggiungere la pace dei sensi. Credo che quest'idea di mettere a confronto la sera con la morte possa essere suggerita dal pensiero su due momenti particolari dell'anno: l'autunno e l'inverno. E' durante queste due stagioni che le giornate si accorciano e ,quando il tempo è meno luminoso, tutto prende un'aria triste e lugubre.
Lo stesso accade quando si avvicina la sera, il buio si fa man mano più fitto evocando in qualche modo una fine vicina, una specie d'introduzione al “nulla eterno”. Ma l'immagine che ciascuno ha della sera è del tutto personale: la mia è piuttosto differente da quella del Foscolo. Affronto l'arrivo della sera in modo diverso a seconda dei momenti., con differenti stati d'animo: ci sono volte in cui potrei dire di sentirmi come i due discepoli che dissero: “Resta con noi perchè si fa sera e il giorno volge al declino”. In particolare d'inverno, l'arrivo della sera mi fa quasi paura, non perché la vedo come il preludio della fine di qualcosa, ma per quello che accadrà il giorno seguente, per quello che mi attende quando tornerà la luce. Mi sembra quindi di aver bisogno del sostegno morale di qualcuno che mi accompagni e mi guidi nel buio che sta per sopraggiungere per far si che io possa affrontare gli impegni che mi aspettano senza sentirmi sola. Credo che un diverso stato d'animo si possa ricavare da un celebre verso di Ungaretti: “Ed è subito sera”. Credo che questa frase rappresenti la brevità della vita, se la si confronta con l'eternità, ma forse esprime semplicemente una sorta di rassegnazione e tranquillità nel pensare alla morte. Solitamente provo sensazioni di questo tipo nel tardo pomeriggio o al principio della serata quando mi sento particolarmente tranquilla o malinconica. In questi momenti i pensieri più tristi e profondi prendono, forse incoraggiati dal buio esteriore, il sopravvento su alcuni più futili e quotidiani e mi ritrovo a pensare agli stati d'animo, le sensazioni che parole come la morte suscitano in me. Inoltre l'avanzare della sera, il graduale passaggio dalla luce al buio, mi aiuta davvero molto a riflettere su me stessa, sulla mia vita e su quello che mi accade di giorno in giorno. E sempre al buio mi è più facile parlare di ogni argomento, probabilmente perchè così è più facile nascondere l'imbarazzo o la vergogna ,che alla luce del giorno sarebbero impossibili da camuffare. La sera è, quindi, per me, un'occasione di riflessione interiore e di confronto sincero sia con il mio “io”,