I rimatori Toscani

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I rimatori Toscani I rimatori Toscani Dopo il completo sfacelo dell'impero di Federico II la cultura siciliana non svanì nel nulla, ma fu trasmessa, continuata ed ampliata dagli intellettuali della Toscana.
Si poté parlare di una vera e propria Scuola Toscana soltanto dopo che Guittone d'Arezzo aveva iniziate a scrivere le sue prime opere con un linguaggio e approcci letterari che non avevano niente a che fare con i precedenti tentativi. La scuola Siciliana passando dalla Sicilia alla Toscana, conobbe differenze sociali, economiche e psicologiche. Mentre nel Meridione esisteva un governo di tipo monarchico, nella Toscana c'erano ormai i Comuni, istituzioni che si dimostravano con una mentalità più aperta.
Così in un nuovo contesto sociale la poesia siciliana ebbe alcuni ritocchi per uniformarsi alla nuova società. La poesia d'amore fu resa meno astratta e più concreta e vi si introdussero aspetti politici, religioso e morale. Guittone d'Arezzo Guittone d'Arezzo, appartenente ai Guelfi, nacque ad Arezzo nel 1235. La prima parte della sua vita fu impegnata da una vita mondana e libera, invece nella seconda parte della sua vita, a causa di una forte attrazione alla vita religiosa, aderì all'ordine dei Frati Godenti, i quali aiutavano i più poveri e cercavano di riapacificare le fazioni in lotta tra di loro. Infine morì nel 1294 per cause ancora ignote. La più importante opera fu il Canzoniere dove troviamo raccolte componimenti di vario carattere che rispecchiano la sua vita. Nella prima parte vi si trovano componimenti riguardante l'amore, ispirati dalla letteratura provenzale, nella seconda parte invece liriche religiose, moralizzanti e politiche. Della seconda parte la lirica più importante è la “Canzone per la rotta di Monteperti” che è una specie di lamento per la sconfitta dei Guelfi proclamando la fine della Giustizia e della Morale con la vittoria dei traditori. Così proprio per questa canzone Guittone d'Arezzo può essere considerato l'iniziatore della poesia politica. Inoltre il Canzoniere di Guittone d'Arezzo diventò un modello per gli altri rimatori come: Chiaro Davanzati e Bonagiunta Orbicciani.