Rimpianto del mondo contadino...

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Analisi del testo su scritti corsari di pasolini "Rimpianto del mondo contadino e omologazione contemporanea" attraverso un tema svolto sul rimpianto del mondo contadino ed l'omologazione contemporarea con riferimenti alla medea del 70. (file.doc, 3 pag) (0 pagine formato doc)

analisi su un articolo di P.P.Pasolini “Rimpianto del mondo contadino e omologazione contemporanea” di P.
P. Pasolini ANALISI DEL TESTO Articolo tratto da “Scritti corsari” Sintetizza brevemente il brano di Pasolini in fotocopia, evidenziandone lo stile ed il significato. Pasolini accusa la società consumistica moderna di aver cancellato e ridotto ad “Italietta”, quell'universo transnazionale della classe dominata, sempre esistito a livello di “substrato culturale”. L'essenziale naturalezza e l'originalità di questo mondo sottoproletario sono quindi state soppiantate dalla banalità e l'”angosciosa volontà di uniformarsi”, proprie della società del benessere. Per lo stesso procedimento, le culture del Terzo Mondo si vanno progressivamente perdendo a causa dei loro più consistenti contatti con i paesi “sviluppati”.
Esempio di quest'uniformità dilagante (in ambito italiano), è la scomparsa progressiva ed inesorabile dei dialetti (quali forme espressive originarie radicate nella cultura locale d'ogni singolo paese o regione), che rimangono privi di quell'innata creatività e vivacità che li distingueva dall'italiano vero e proprio.Lo stile in cui Pasolini scrive quest'articolo è sintetico, fortemente polemico e spesso sarcastico, con allusioni nemmeno troppo velate al regime fascista (v.rigo 16 ”..nazionalista..” , rigo 40“..nuovo…totalitarismo..”). Le frasi brevi e fulminanti ed i frequenti incisi spingono il lettore ad una più profonda riflessione (v.rigo 5 “(e innocenti)”, rigo 23 “cosiddetto Sviluppo”, rigo 30 “resta comunque affar mio” ). Le vive esclamazioni (v.rigo 42 “gli idiomi materni!”, rigo 47 “buon borghese del Nord!”) e la stessa forma di lettera aperta (v.rigo 1 “Io..caro Calvino”, rigo 48 “Tu dirai…”) rendono la naturalezza del brano colloquiale e piacevole. Da notare l'efficace accuratezza lessicale con cui Pasolini puntualizza razionalmente i concetti espressi: ad esempio la scelta del termine “acculturazione” anziché “cultura”. Spiega in che senso Pasolini definisce la società contemporanea dei consumi “il più repressivo totalitarismo che si sia mai visto” ed esprimi il tuo parere a proposito. Il motivo per il quale Pasolini definisce la società contemporanea dei consumi “il più repressivo totalitarismo che si sia mai visto” va ricercato, secondo me, nella stessa espressione da lui utilizzata. Generalmente, infatti, si intende per ideologia totalitaria un'ideologia che subordini le attività sociali, economiche e politiche, intellettuali, culturali (e talvolta spirituali) ai fini del gruppo dominante. Nel totalitarismo, la vita dell'individuo deve conformarsi in ogni suo aspetto all'ideologia del partito o del leader. La situazione descritta da Pasolini appare dunque peggiore: trattandosi di un