Romanticismo, Verismo, Decadentismo

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l'appunto tratta brevemente dei periodi storico-letterari del Romanticismo, Verismo, Decadentismo ed i maggiori esponenti: Manzoni, Verga e D'Annunzio.(9pg. file.doc) (0 pagine formato doc)

RIASSUNTI DI ITALIANO RIASSUNTI DI ITALIANO.
L'ETA' DEL ROMANTICISMO: LA LINGUA. Nei decenni della Restaurazione (1800) si accentra il dibattito sulla lingua, una lingua non contaminata da neologismi stranieri (francese). Nel 1808 si ricostituisce l'Accademia della Crusca: Antonio Cesari propone un ritorno alla purezza toscana dei grandi trecentisti e Puoti (aderendo a questa “dottrina purista”) fonda una scuola purista. D'altro conto Vincenzo Monti pubblica un'opera (Vocabolario della Crusca) in sei volumi nella quale corregge le posizioni puriste, accentando le nuove voci ormai in uso a rifiutando quelle arcaiche (secondo Monti la lingua letterarie fondata dai trecentisti non può rimanere immutata nei secoli). Con Alessandro Manzoni la questione della lingua diviene una questione sociale vista da lui come “strumento sociale di comunicazione”.
Su sua proposta il toscano è istituzionalizzato come lingua nazionale dell'Italia unita. Alla proposta manzoniana non è d'accordo Ascoli (perché proprio il dialetto fiorentino), ma la tesi risulta vincente, anche se con l'altissimo tasso di analfabetismo, la lingua della comunicazione rimangono i dialetti. Scrittori come Porta e Belli operano così la scelta di scrivere rispettivamente in dialetto milanese e romano e continua comunque l'uso del dialetto nel teatro per caratterizzare personaggi popolari o pittoreschi. Pietro Giordani condanna invece l'uso letterario del dialetto in favore di una lingua ; tale posizione la prende anche Pietro Corsieri, il quale asserisce che:”i dialetti non debbono venire a paragone con l'universal lingua italiana”. I Promessi Sposi: la struttura del Romanzo. Il romanzo è il punto di arrivo di una molteplicità di esperienze letterarie (poesia, storiografia, teoria della lingua e della letteratura). Manzoni concepisce la letteratura come strumento di educazione sociale e morale e come testimonianza del vero e della storia. Nel romanzo così confluiscono tutte le esigenze del poeta, esprimendo così idee politiche, religione, teoriche. La prima stesura del romanzo risale nel 1821-1823 (Fermo e Lucia), ma quando nel 1824 Manzoni ricominciò l'operazione di ripulitura, riscrisse praticamente il testo, pur mantenendo la stessa fabula. Riscritto il titolo “I Promessi Sposi”, la prima edizione del romanzo è del 1827, anche se quella definitiva è degli anni 1840-1842. Manzoni quindi lavora al romanzo per 20 anni, trasformando il “Fermo e Lucia” ne “I Promessi Sposi” (alcuni considerano l'uno indipendente dell'altro). Fingendo di trovare un manoscritto del seicento da cui Manzoni ricava la trama del Romanzo, decide di riscriverlo (espediente letterario presente: Boiardo, Scott). Cambiato il registro stilistico, la narrazione procede secondo la tecnica della maggior parte della narrativa ottocentesca del “narratore onnisciente”, che, esterno alla storia, narra in terza persona avvenimenti e situazioni all