Il romanzo tra '800 e '900: caratteristiche

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Le caratteristiche del romanzo tra '800 e '900: il romanzo tradizionale, Dostoevskij, la rivoluzione di Proust, Joyce, la novita del romanzo di Kafka, Svevo e Pirandello (10 pagine formato doc)

ROMANZO TRA 800 E 900

Il romanzo fra ottocento e novecento (a cura di Enzo Arnone).

La finalità di questa lezione è di delineare e documentare il quadro della cultura decadente, non in modo diretto, ma toccando solo quegli aspetti della narrativa della prima parte del '900 che esprimono un mutamento delle forme tradizionali del romanzo.
La tesi che si intende sostenere è che alla dissoluzione della struttura tradizionale del romanzo corrisponde una mutata coscienza di sé da parte dell'artista, del significato del mondo e del significato dell'esistenza.
Tale questione, per quel che riguarda il romanzo, presenta dei caratteri singolari, abbastanza autonomi, quasi fosse una letteratura all'interno della letteratura.

C'è da dire che il genere letterario del romanzo è un genere con cui normalmente si instaura un rapporto di consumo: si legge un romanzo, si cerca di capire cosa dice ma difficilmente si istituisce un lavoro di esegesi, di inquadramento in un orizzonte culturale più ampio.
Si procederà ad una sorta di excursus rapido, per flash, cercando di sollecitare la curiosità e offrendo alcuni elementi che permettano di inserire alcune voci dentro il contesto che già si conosce di questa stagione della cultura letteraria europea.

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IL ROMANZO ITALIANO DELL'OTTOCENTO E NOVECENTO

I CARATTERI DEL ROMANZO TRADIZIONALE. Per comprendere l'avvenuta modificazione della struttura narrativa, che è anche modificazione del rapporto che l'artista ha istituito con la realtà, si devono individuare i caratteri del romanzo tradizionale.
Il romanzo è un genere letterario che si diffonde in maniera particolare nell'Ottocento. È l'espressione di una posizione, di un rapporto dell'artista di fronte al mondo, teso a spiegarne il significato e la struttura. Per esempio, la lettura de I promessi sposi provoca nel lettore una presa di coscienza di come sia costituito il mondo, di quale sia il centro del rapporti umani, di quale sia il significato dell'esistenza e della storia. Al termine della vicenda, i due promessi ormai sposi, dialogano tra di loro e, ripensando a tutte le circostanze in cui si sono trovati invischiati, spremono il sugo della storia. Quindi il romanzo manzoniano si costituisce attorno ad una precisa definizione della realtà, espressa esaurientemente, anche se il significato eccede sempre l'opera d'arte.

IL ROMANZO NELLA PRIMA META' DELL'800

Comunque questa definizione della realtà è esaurientemente espressa dalla struttura e dallo svolgimento di tutto il romanzo. Ciò vale per il genere particolare di romanzo ottocentesco che è il cosiddetto romanzo borghese come quello di Balzac, per esempio. Questo tipo di narrazione è l'espressione di un dominio della realtà. L'autore intrattiene, con la materia di cui parla, un rapporto consapevole delle strutture del mondo, del ruolo degli eventi e ne offre la sua personale e particolare interpretazione. In questo senso il protagonista per eccellenza del romanzo borghese è il romanziere che dimostra di possedere il senso del mondo di cui parla, non importa quale esso sia e se contrassegnato dal segno negativo o dal segno positivo. Il romanzo borghese, diceva un critico, è l'espressione di un avvenuto dominio sul mondo da porte della borghesia. E il romanziere compie, attraverso la sua opera, una perlustrazione della realtà di cui la classe che egli rappresenta, cioè la borghesia, ha preso dominio e possesso.

ROMANZO DEL 900: CARATTERISTICHE

Il romanziere si comporta come il proprietario che va in visita a perlustrare la sua tenuta, a inventariare, a dettagliare, a prendere atto del mondo che gli appartiene magari svelandone le contraddizioni, portandone alla luce le mistificazioni e le ingiustizie.
Il romanzo esprime la fiducia dello scrittore riguardo alla totale spiegabilità del mondo: il mondo è una struttura logica, razionale, che ha un suo ordine, il cui riflesso è l'ordine e la linearità del romanzo.
Il romanzo tradizionale ha un inizio, uno svolgimento e uno scioglimento finale delle contraddizioni che possono essersi prodotte lungo il corso della vicenda.
Solitamente il romanzo è imperniato sulle peripezie di un protagonista, un eroe, attraverso cui il romanziere riflette qualcosa di sé, la sua inconsapevole capacità o volontà di dominio sul mondo circostante tant'è vero che le vicende sono sempre in funzione dello svolgimento e dello sviluppo intellettuale e umano del protagonista.