Sei esercizi sul Petrarca

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Svolgimento essenziale di sei esercizi riguardanti la poetica, la metrica e la lingua del Petrarca. (formato pdf - pg.4) (0 pagine formato pdf)

Francesco Petrarca: COMPITI DI ITALIANO Sei esercizi sul poeta: Esercizio numero 1: individuare e commentare l'uso dei tempi verbali passati e presenti nel sonetto "Voi che ascoltate" Possiamo raccogliere i tempi verbali del sonetto in una tabella che considera i verbi al tempo passato ed i verbi al tempo presente.
Verbi al presente Voi che ascoltate in rime sparse il suono. Di quello che io ora sono Spero di trovare pietà, nonché perdono Del vario stile in cui io piango e ragiono Ma ben veggio or sì come al popolo tutto Di me medesimo mi vergogno Verbi al passato 1! Di quei sospiri onde io nutriva il cuore 2! Quando ero in parte un altro uomo. 3! Favola fui gran tempo 1! 2! 3! 4! 5! 6! L'utilizzo dei verbi in questo sonetto ha una connotazione molto interessante: i verbi al passato sono sempre strettamente legati ai verbi al presente, quindi espressioni al passato ed espressioni al presente sono strettamente legati.
Il legame tra queste espressioni è caratterizzato da congiunzioni avversative, per esempio il "ma". Un chiaro utilizzo di queste congiunzioni è dato alla riga numero 9, ossia all'inizio della prima terzina, nella quale Petrarca afferma: Ma ben capisco come per tutto il popolo Fui motivo di chiacchiere e pettegolezzi (per via dell'amore per Laura) E mi vergogno di me stesso. In pratica il senso della terzina è riassunto nel fatto che Petrarca, era inconsciamente, in passato, oggetto di pettegolezzi ma ora, con il tempo, al presente, si è reso conto di essere oggetto di chiacchiera, e si vergogna della propria persona. Quindi possiamo concludere che nel caso di questo sonetto, tutti i tempi passati sono legati a dei tempi presenti per mezzo delle congiunzioni avversative, le quali conferiscono una netta divisione tra l'uso del tempo passato e l'uso del tempo presente; questo fa ben capire ai lettori che l'animo del Poeta è mutato, in maniera netta a drastica dal tempo passato al presente. Infatti questa poesia è il proemio del Canzoniere, e ci fa capire che questa raccolta contiene i frammenti degli errori giovanili di Petrarca uniti a poesie molto meno frivole, le quali furono scritte quando l'Aretino comprese che il suo amore per Laura stava effettivamente diventando un fenomeno pubblico in quanto era motivo di chiacchiera e di pettegolezzi. Non a caso il sonetto si conclude in maniera molto matura: Petrarca si rende conto che la sua frivolezza nell'amore per Laura ha portato in lui solamente senso di vergogna e fallimento, il vero pentimento e la conclusione di tutto ciò sono quindi che l'amore terreno e tutti i vezzi e i piaceri terreni non sono altro che una infinitesimale parte della vita spirituale che noi viviamo. Esercizio numero 2: spiegare la trasformazione spirituale di Petrarca nel corso del tempo attraverso quanto dato nel sonetto. Sicuramente Petrarca ha subito una trasformazione spirituale notevole nel corso degli anni, ossia da quando iniziò a scrivere le poesie che poi avrebbe inserito nel suo Canzoniere. Egli infatti