Commento Solo e pensoso i più deserti campi di Petrarca

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Commento della celebre poesia "Solo e pensoso i più deserti campi" di Francesco Petrarca, con spiegazione, figure retoriche ed emozioni suscitate (1 pagine formato pdf)

COMMENTO SOLO E PENSOSO I PIU' DESERTI CAMPI DI PETRARCA

Commento Solo e pensoso i più deserti campi.

Solo e pensoso i più deserti campi è una delle più celebri poesie di Francesco Petrarca e della letteratura italiana in generale. Si tratta di un sonetto facente parte del Canzoniere, che risale probabilmente al 1342; è diviso in due quartine a rima incrociata (ABBA-ABBA) e in due terzine a rima replicata (CDE-CDE), entrambe composte da endecasillabi. Il tema del componimento è la solitudine, che troviamo già dal primo verso, in cui il poeta ci descrive la ricerca di spazi deserti e solitari, in cui fuggire per salvarsi dalla vergogna di rivelare ad altre persone la sua sofferenza interiore.
La sua sofferenza è dovuta a un amore non corrisposto da una donna considerata l'emblema della bellezza fisica e morale: Laura. Il concetto di vergogna è presente non solo in questa poesia ma anche in Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono, sonetto che fa da proemio all'intero Canzoniere.

Solo e pensoso: commento e spiegazione

SOLO E PENSOSO: SPIEGAZIONE

Il poeta prosegue descrivendoci il suo aspetto, privo di allegria e angosciato a tal punto che dai suoi atti si può leggere come egli arda d'amore. Egli stabilisce in questa fuga dagli uomini un rapporto con la natura, che diventa confidente delle sue pene. Consueta in Petrarca è l'indeterminatezza della natura, i cui elementi sono solamente accennati da plurali come 'deserti campi', 'monti e piagge', 'fiumi e selve'. La scena quindi è posta in un piano totalmente interiore. Ma la sofferenza interiore che il protagonista prova non ha una soluzione perché il pensiero dell'amore lo accompagna in ogni momento della sua vita, come descritto nell'ultima celebre strofa del componimento 'Ma pur sì aspre vie né sì selvagge/ cercar non so ch'Amor non venga
sempre/ ragionando con meco, ed io con lui'.

Solo e pensoso i più deserti campi: spiegazione

FRANCESCO PETRARCA SOLO E PENSOSO: FIGURE RETORICHE

La mancanza di soluzione ai problemi è tipica della poesia petrarchesca, infatti la troviamo non solo nel Canzoniere, ma anche nel Secretum. A livello sintattico il componimento è molto fluido grazie all'ampio giro di periodi e all'uso del parallelismo, infatti entrambe le due quartine sono formate da una proposizione della lunghezza di due versi e collegata alla seconda proposizione da una congiunzione ('e' al verso 3, 'perché' al verso 7). Inoltre vi è l'uso binario di aggettivi come 'solo e pensoso' all'inizio della proposizione, 'tardi e lenti' al termine di essa. Anche i sostantivi ai versi 9-10 sono a gruppi di due. Tutto il componimento quindi si basa su una armonia simmetrica, che si contrappone allo stato interiore del poeta.