"La sposa persiana"

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LA SPOSA PERSIANA LA SPOSA PERSIANA Accompagnata da un imprevisto quanto considerevole successo di pubblico, Goldoni compose nel 1753, per il teatro San Luca, la tragicommedia di gusto esotico e orientaleggiante La sposa persiana.
Dopo i due fiaschi del Geloso avaro e della Donna di testa debole, che avevano inaugurato la collaborazione con il Vendramin, la drammaturgia goldoniana sembrava tornare ad un certo secentismo di maniera, evidente anche per via del doppio settenario in rima baciata ripreso dal teatro di Pier Jacopo Martello. La ripresa di tematiche alla moda era dovuto in parte alla volontà di recuperare una certa credibilità nei confronti di un pubblico esigente e smaliziato. D'altra parte Goldoni si mostrerà sempre molto attento nell'utilizzare con intelligenza le capacità delle compagnie teatrali e le caratteristiche degli spazi scenici.
Terminata la collaborazione con il teatro Sant'Angelo e con la compagnia di Medebac, improvvisamente Goldoni dovette affrontare alcuni non facili inconvenienti, tra i quali una non buona sintonia con la nuova prima attrice Teresa Gandini. Inoltre, la diversa configurazione del San Luca, dotato di un palcoscenico molto più grande rispetto al Sant'Angelo, imponeva a Goldoni di mutare i ritmi teatrali propri delle commedie precedenti in uno svolgersi dell'azione più ampio e articolato, come egli riconosce nella prefazione alla Donna di testa debole. Sugli insuccessi delle due prime commedie al San Luca, Goldoni si soffermerà ancora nei Mémoires. La nuova compagnia, nella quale figuravano come attori Caterina Bresciani, Francesco Rubini e Teresa Gandini, era ancora legata agli scenari della commedia dell'arte e mal si adattava al recitato goldoniano, da mandare a memoria secondo precise direttive. Attento alla documentazione degli ambienti, Goldoni legge Lo stato presente di tutti i Paesi e Popoli del mondo, libera traduzione della Storia moderna di Tommaso Salmon edita in traduzione italiana dal veneziano Albrizzi nel 1735: “Avevo percorso - scrive nei Mémoires - la storia dei popoli moderni del Salmon tradotta dall'inglese in italiano; non è lì che trovai la favola che forma l'argomento della commedia, ma da quel libro istruttivo, esatto e interessante potei ricavare le leggi, i costumi e gli usi dei persiani; e sui particolari fornitimi dall'autore inglese composi una commedia intitolata La sposa persiana”. Tuttavia la trovata goldoniana di un intreccio amoroso che vedeva al centro la bella e passionale Ircana, contrastata dall'avida Curcuma, rappresentata dalla Gandini, incontrò un notevole riscontro di pubblico al punto che La sposa persiana ebbe al San Luca una trentina di repliche. Per questo l'autore decise di dare un seguito alle avventure della giovane schiava circassa con la Ircana in Iulfa (1756) e la Ircana in Ispahan (1757), alternando la trilogia con altre commedie di carattere esotico, come La peruviana (1755), La bella selvaggia (1758), La dalmatina (1759).