Stéphane Mallarmè: poetica, pensiero e biografia

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MALLARME: POETICA

Stéphane MallarmèStéphane Mallarmé nasce a Parigi nel 1842 e la sua vita è priva di avvenimenti di rilievo: un breve soggiorno in Inghilterra, una vita matrimoniale di routine, un incarico di insegnante nel liceo di Tournon, in provincia.

Nel 1866, Il “Parnasse contemporain” gli pubblica una decina di poesie e nello stesso anno comincia il poema Erodiade al quale può dedicare solo poco tempo a causa dei trasferimenti che lo destinano prima a Besançon, poi ad Avignone.
Nel 1867 inizia il racconto Igitur, o la follia di Elbehnon che lo impone tra gli amici come il teorico della poesia simbolista, di cui è anche uno degli esponenti più lucidi. Ottenuto finalmente il trasferimento a Parigi (1871), i “martedì letterari” di casa Mallarmé influiscono notevolmente sulla formazione dei letterati della nuova generazione. Nel 1876 pubblica il poemetto Il meriggio di un fauno che lascia la critica benpensante sconcertata e diffidente. Nel 1897 esce Un colpo di dadi non abolirà mai il caso, imprevedibile nel suo aspetto formale perché rompe il sistema sintattico e ritmico tradizionale. Amareggiato per non essere riuscito a scrivere il “Libro” assoluto che si era proposto, muore nel 1898 prostrato da insonnie e abbattimenti.

Brezza marina di Mallarmé: spiegazione e analisi

MALLARME: OPERE

Opere principali: Igitur, o la follia di Elbehnon (1867); Erodiade (1869); Il meriggio di un fauno (1876); Poesie (1887); Un colpo di dadi non abolirà mai il caso (1897).

Mallarmé: poesie