Struttura dei promessi sposi

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Appunti sulla forma e struttura del romanzo storico "I promessi sposi"e di come Alessandro Manzoni presenta il manoscritto (1 pagine formato doc)

Il romanzo si apre con un'introduzione che ha alcune importanti funzioni preliminari “I promessi sposi” La struttura dell'opera Il romanzo si apre con un'introduzione che ha alcune importanti funzioni preliminari.
Anzitutto Manzoni presenta in chiave ironica la prosa dell'anonimo autore secentesco del manoscritto. Questa presa di distanza serve a Manzoni ad indurre nel lettore un giudizio negativo sulla letteratura e sulla mentalità di questo secolo. In secondo luogo, l'invenzione del manoscritto anonimo serve a dare un carattere di verità documentata alla storia che il narratore sta per scrivere. Una terza funzione è rintracciabile nel duplice atteggiamento di comunicazione con il lettore: allo scrittore secentesco è affidata la responsabilità del resoconto dei fatti oggettivi e dei commenti più moralistici; al narratore moderno, invece, sono affidate le riflessioni più generali, le analisi ed i giudizi storici o morali più distaccati e consapevoli, strumenti capaci di stabilire una “superiore” intesa con il lettore.
Infatti, il romanzo è caratterizzato dalla grande frequenza degli interventi di commento da parte del Manzoni, a volte più diretti e a volte impliciti. Infine l'autore, attraverso l'introduzione, opera una presa di posizione nei confronti delle polemiche letterarie del primo '800 perché, già nelle parole dell'anonimo scrittore, manifesta la contrapposizione tra la vecchia concezione della letteratura (che si occupava solo di imprese gloriose e di personaggi aristocratici) e la nuova poetica romantica e cristiana, che voleva occuparsi delle vicende della gente comune. Per quanto riguarda la concezione del romanzo storico, Manzoni prende le distanze dall'autore del romanzo “Ivanhoe”, cioè da Walter Scott, che modifica consistentemente la realtà storica narrata attraverso l'uso della fantasia; Manzoni invece, nel suo romanzo storico, opera una ricostruzione storica attenta e rigorosa e inoltre sceglie di lasciare in secondo piano gli eventi della storia ufficiale e di concentrarsi sui fatti che coinvolgono direttamente la vita degli umili, al centro del suo interesse. Quanto al '600, Manzoni mette in luce la negatività di questo secolo “sudicio e sfarzoso”, cioè di un secolo la cui società era nettamente divisa in nobili benestanti e in popolo spesso in miseria, vittima dei soprusi dei ricchi e potenti. Nei “Promessi Sposi”, il '600 diventa il simbolo dell'assolutismo e della società di tipo feudale che invece la borghesia liberale dell'800 voleva abbattere. Denunciando il trionfo dell'ingiustizia, dell'arbitrio, dell'irrazionalità, della povertà morale di quel secolo, sotto cui adombra le condizioni dell'Italia ottocentesca, Manzoni disegna anche un suo modello ideale di società, dotata di istituzioni salde e non corrotte, di leggi eque e chiare, di una giustizia imparziale che sappia difendere i deboli dai soprusi, di un'aristocrazia generosa con i poveri, di classi popolar