Il teatro francese nel 1600

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La storia del teatro francese nel 1600: il teatro d'élite e il teatro popolare, Corneille, Racine e Molière (8 pagine formato doc)

TEATRO FRANCESE NEL 1600

Il teatro francese nel 1600. Letteratura drammatica francese. Il teatro francese conserva nell’arco di tutto il Seicento una straordinaria vitalità: agli inizi del secolo il gusto inclina verso il patetico e il romanzesco, producendo una grande fioritura nel campo della liberissima tragicommedia, ma poi, con l’affermarsi del classicismo, s’impone il rispetto della naturalezza e della ragione e il teatro trova i suoi campioni, tanto nel genere tragico, prima in Corneille e poi in Racine, quanto nel genere comico con Molière.

Evoluzione del teatro tra il 600 e il 700: riassunto

STORIA DEL TEATRO FRANCESE

Teatro d’élite e teatro popolare - La produzione teatrale francese è molto cospicua fin dai primi anni del Seicento: con l’interesse del pubblico cresce la richiesta di opere drammatiche e numerose sono le compagnie di attori professionisti che si guadagnano la vita allestendo gli spettacoli in giro per tutta la Francia.

Nella capitale francese la vita teatrale è molto intensa: si moltiplicano i teatri, ciascuno con la propria compagnia stabile, dall’Hôtel de Bourgogne, al Marais, dal Petit-Bourbon alla grandiosa sala del Palais Royal, che sarà il regno di Molière, insieme autore, attore, impresario e capocomico.
Le compagnie che gestiscono i teatri sono spesso in lotta per assicurarsi le pièces degli autori migliori e di conseguenza il successo.
E’ una rivalità professionale in piena regola, che non esclude i colpi bassi, gli attacchi personali, fino allo sberleffo e all’insulto. Attraverso la rappresentazione del teatro nel teatro gli autori possono prendere posizione, attaccare e difendersi: rispondendo ai suoi detrattori, Molière, nell’Improvvisazione di Versailles, offre una memorabile parodia delle gigionesche tirate degli attori dell’Hôtel de Bourgogne.

Storia del teatro: dalle origini ad oggi

CORNEILLE E RACINE DIFFERENZE

Mentre il teatro tragico tende sempre più a indirizzarsi a un’élite colta, il teatro comico mantiene vivi i suoi contatti con il teatro popolare, soprattutto quello dei comici dell’arte italiani che sono in Francia a più riprese, protetti prima da Maria de’ Medici e poi da Mazzarino. Dopo numerose tournées francesi, intorno al 1660 una compagnia di comici dell’arte italiani si stabilisce a Parigi restandovi quasi sino alla fine del secolo ed esercitando sul teatro francese un’influenza profonda e duratura. Ma già Molière aveva lavorato fianco a fianco con gli italiani al Petit-Bourbon, traendo da quest’esperienza insegnamenti preziosi. Al teatro italiano delle maschere si ispiravano anche le farse improvvisate sulle piazze, alle quali il popolo accorreva più numeroso ancora che alla rappresentazione degli scenari della Comédie italienne, graditi anche alla Corte: un attore si distingueva tra gli altri, il mitico Dauphine Tabarin, attivo a Parigi tra il 1618 e il 1625.

Il teatro Barocco italiano: caratteristiche

BAROCCO IN FRANCIA

Dalla tragicommedia alla tragedia - Il genere che, nei primi decenni del secolo, conquista più degli altri i favori del pubblico, mescolando elementi tragici e comici, è quello della tragicommedia, non vincolata alle costrizioni delle unità aristoteliche, varia ed aperta agli sviluppi romanzeschi, fino al punto di peccare spesso di inverosimiglianza.
Un grande autore di tragicommedie è Rotrou, il cui modello preferito è lo spagnolo Lope de Vega, maestro nella contaminazione degli stili e dei generi.
Nei drammi di Rotrou le finzioni e gli artifici del teatro sono portati al massimo grado di inverosimiglianza, ma talvolta, in quest’atmosfera di schematica ripetitività, filtra la luce della poesia.