Sant'Agostino: il tempo

Appunto inviato da 6amnesia9
/5

L'analisi del tempo, in particolare nelle Confessioni di Sant'Agostino, e il suo significato dal punto di vista della vita eterna e della salvezza dell'uomo (2 pagine formato doc)

SANT'AGOSTINO: TEMPO

L’analisi del tempo e il suo significato dal punto di vista della vita eterna e della salvezza dell’uomo, essere finito e soggetto a peccato.

Nella storia della filosofia occidentale, la nozione del tempo a costituito uno dei problemi costanti della riflessione filosofica e scientifica.
Inizialmente abbiamo una concezione realistica del tempo, idealizzato come un flusso unico ed omogeneo, nel quale sono immerse le cose soggette a mutamento. Per il pensiero greco tale flusso è per lo più circolare, rappresentato da una ruota che sta ad indicare il ritorno del “κάoς” sul “χÏÂŒσμος”, scanditi tra loro da una ritmica successione  di fasi durante le quali si svolge il divenire della natura. In seguito con Parmenide e Zenone, negando il movimento, si coinvolge in tale negazione anche la realtà del tempo, che, opposto all’eternità e all’immutabilità dell’uomo, diviene una semplice apparenza ed è reale solo l’immobile presenza dell’eternità.
Aristotele definisce il tempo come “misura del movimento rispetto al prima e al dopo”; per lui, come per Platone, esiste una realtà privilegiata, immutabile e necessaria allo stesso modo dell’essere espresso dall’essere di Parmenide, che si colloca fuori dal tempo. Per Epicureo, poi, è un “accidente di accidenti” e quindi, in poche parole, non esiste.

Le Confessioni di Sant'Agostino: temi e spiegazione

CONFESSIONI DI SANT'AGOSTINO: IL TEMPO

L’interiorizzazione del tempo e la sua riduzione a dimensione della coscienza sono nel pensiero antico posizioni tipiche di Plotino e di Sant’Agostino.
Quest’ultimo, nell’XI libro delle Confessioni, sviluppa una delle sue più celebri meditazioni filosofiche sulla natura del tempo. Quale è la natura del tempo? Come è possibile misurarlo? Sono queste le domande alle quali egli cerca di dare risposta, costruendo le sue basi su delle fondamenta consolidate anche da Plotino, secondo cui il tempo è un tutt’uno con l’attività dell’anima e che è quindi “vita dell’anima”: da qui Agostino partirà per costruire quella che è forse la più creativa indagine sul tempo che la filosofia antica ci abbia mai tramandato. Questo propone infatti l’identificazione del tempo con la “distentio animi”, che mostra la relazione tra questo concetto e il pensiero, mettendone in risalto l’interiorizzazione di questi e, mostrando come il passato e il futuro Hanno realtà solo nel presente della coscienza, come memoria e come aspettazione. Si abbandona perciò la concezione ciclica dl tempo per assumerne una nuova di carattere lineare-progressivo. Il pensiero cristiano non rifiuterà tale nozione realistica e preciserà, sulla linea del Timeo di Platone, l’origine ed i confini del tempo: questo è nato con la creazione del mondo (e quindi per Sant’Agostino ogni domanda sul prima della creazione non ha senso) e finirà con la fine di esso ( la fine del mondo intesa come compimento del tempo).

IL TEMPO IN AGOSTINO: RIASSUNTO

Nell’XI libro delle Confessioni, che si occupa di tale tema, la narrazione di vicende personali viene allargata e trasformata in una meditazione universale sull’uomo come creatura di Dio. Il percorso esistenziale personale di ogni uomo viene reinterpretato attraverso un’analisi razionale della rivelazione.
Il problema del tempo è posto quindi come frutto della connessione tra l’esperienza di ogni individuo e il suo significato universale, posto dal punto di vista della creatura finita, l’uomo, che vive nel tempo come tutte le creature la cui creazione è avvenuta “in principio”. Ma la stessa creazione non è avvenuta nel tempo: il tempo è creatura di Dio e come tale ha avuto inizio da lui; Dio lo ha istituito assieme a tutte le cose e proprio per questo non è eterno.