Ugo Foscolo: vita, opere e idee

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Appunti sulla vita e la personalità, le idee (letteratura e società) e le opere di Ugo Foscolo (6 pagine formato doc)

UGO FOSCOLO: VITA

Ugo Foscolo.

La vita e la personalità. La vita e l’opera di Ugo Foscolo si svolgono all’insegna della contraddizione: dentro la vita, dentro l’opera, tra l’una e l’altra. Foscolo è infatti caratterizzato da una personalità contraddittoria, divisa tra razionalità e irrazionalità. La produzione poetica da lui approvata è assai ridotta: un carme, due odi e dodici sonetti. Con lui abbiamo una nuova condizione dell’intellettuale: Foscolo diventa scrittore di professione, vive cioè grazie al suo lavoro.
Nonostante ciò Foscolo resta tuttavia un letterato sostanzialmente tradizionale (per formazione, cultura, ideologia, aspirazioni). Egli conserva un margine di non vendibilità, così che l’intellettuale conserva (o crede di conservare) u margine di indipendenza e di autenticità assolute.
Ugo Foscolo nasce il 6 febbraio 1778 a Zante, un’isola dello Ionio allora appartenente alla Repubblica Veneta. In realtà il suo nome di battesimo era Nicolò, ma lui lo volle cambiare. L’origine greca della madre influì sul gusto classico di Foscolo.

UGO FOSCOLO: OPERE

L’infanzia passa a Spalato, Zante (dalla zia) e a Venezia (dalla madre). Durante l’adolescenza ha la prima formazione culturale e le prime prove letterarie, che sviluppano già un attaccamento al gusto classico.
Egli si impegna anche nel campo politico in favore della causa della Francia rivoluzionaria dopo la discesa di Napoleone in Italia (’96) e per questo deve lasciare la città di Venezia. Ma la cessione di Venezia agli Austriaci con il Trattato di Campoformio è la grande delusione della vita di Foscolo, le cui posizioni ideologiche – politiche piegano sempre più verso il pessimismo. Si sposta poi a Milano (amicizia con Vincenzo Monti) e poi a Bologna, dove inizia la stampa delle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Partecipa attivamente anche alla difesa della Repubblica Cisalpina, diventando anche comandante. Nel frattempo, scrive odi a persone da lui amate (A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, All’amica risanata), ultima le Ultime lettere di Jacopo Ortis e, tra il 1802 e 1803, pubblica varie edizioni delle poesie: dodici sonetti e due odi. Poi si sposta in Francia, dove da una relazione con una profuga inglese (Sophia Hamilton) nasce sua figlia Mary, chiamata poi dal poeta Floriana.

Ugo Foscolo: poetica e pensiero

UGO FOSCOLO: POETICA

Nel 1806 ritorna in Italia, ma il suo atteggiamento franco e risoluto, quando non spavaldo e litigioso, verso i francesi e i letterati più affermati gli procura un numero sempre maggiore di nemici (tra cui lo stesso Monti); Foscolo passa da una polemica all’altra, alternando i toni della satira a quelli delle accuse dirette. successivamente si trasferisce a Firenze (dove scrive Le Grazie). Il Regno Italico passa poi sotto il dominio austriaco, e non volendo giurare fedeltà al nuovo potere, fugge in esilio (30 marzo 1815). Va in Svizzera, Germania ed infine in Inghilterra, dove si apre l’ultima fase dell’esistenza foscoliana, segnata da incalzante miseria e da frustrazioni e amarezze.  Vengono in luce i due aspetti della personalità foscoliana: l’alacrità del lavoro, la dignità della vita, il rispetto dei propri ideali da un lato; la ricerca di lusso e la prodigalità, il temperamento polemico, la passionalità incoerente e rovinosa dall’altro. Dal settembre 1816 fissa la sua residenza a Londra, dove nonostante l’instancabile attività di scrittore vive in miseria (in carcere per debiti) e con una saluta che peggiora sempre più, e soccorso anche dalla figlia Floriana (trasferitosi da lui nel 1821) Foscolo muore di idropisia il 10 settembre 1827. Sepolto prima al cimitero di Chiswick,  iresti di Foscolo vennero trasportati nel ‘71 in Santa Croce a Firenze, accanto a quelli di altri grandi italiani.

UGO FOSCOLO: IDEE

Le idee: letteratura e società. Dall’Illuminismo Foscolo deriva una visione laica e immanente della storia e della società, nonché una solida prospettiva materialistica. Ma se l’Illuminismo concepiva l’intellettuale come uno “scienziato” al servizio della società, Foscolo lo vede non come un operatore sociale ma una coscienza collettiva.