Giovanni Verga: biografia, stile e tematiche

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GIOVANNI VERGA: BIOGRAFIA, STILE E TEMATICHE

Rivoluzione Stilistica e Tematica di Verga.

Stilistica => “artificio della regressione” => il punto di vista è dal basso, coincide con quello dei personaggi (ES:  Manzoni, prevalente punto di vista del narratore onnisciente ) STILE IMPERSONALE, IMPERSONALITA’.
Tematica => la vita materiale e l’esistenza quotidiana del popolo (in confronto a Manzoni, non è più giudicata da una prospettiva moralistica).
•    I grandi romanzi di Verga sono nuovi e sperimentali, scarso successo.
Biografia: Giovanni Verga (Catania 1840 – Catania 1922)
Nasce da una famiglia di proprietari terrieri di antica ascendenza nobiliare. Fu un personaggio solitario e malinconico ma non per questo si isolò dalla società letteraria del tempo, anzi, dal 1873 al 1890 fu al centro della vita della letteratura milanese, che era all’avanguardia in Italia nel campo della ricerca artistica.
La vita di Verga si può suddividere in 4 fasi:
1.    La formazione giovanile a Catania (1840-1869)
2.    Il periodo fiorentino (1869-1872) NB: nel 1869, Firenze era la capitale d’Italia!
3.    Il periodo milanese (1872-1893)
4.    Il ritorno a Catania.

GIOVANNI VERGA: BIOGRAFIA E POETICA

La formazione giovanile a Catania sarà di impronta romantico-risorgimentale, cioè Verga resterà sempre fedele ai valori dell’unità nazionale e al culto del Risorgimento. Ha 20 anni quando Garibaldi sbarca in Sicilia nell’Impresa dei 1000. Opere: “Una peccatrice” (1866), romanzo romantico incentrato sul tema amore-passione.
Con il periodo fiorentino inizia la vera e propria storia dell’arte letteraria di Verga. Compone “Storia di una capinera” a Firenze, ma la pubblicherà a Milano nel 1871. Ancora presente l’impronta tardo-romantica con però l’influenza della “Scapigliatura”: nasce interesse per situazioni estreme ed esasperate.
Nella terza fase della sua vita, Milano era importante perché era la capitale letteraria per eccellenza e, sempre con influssi di “Scapigliatura”, di sperimentazione e di ricerca, Verga frequenta i Salotti letterari e i Caffè, diventando amico di alcuni “Scapigliati”.

Giovanni Verga e il verismo italiano: riassunto

GIOVANNI VERGA: OPERE

Opere composte: “Eva” (1873) libro di crisi; “Tigre reale” (1875) dove l’influenza della “Scapigliatura” era molto forte; “Nedda” (1874) qui emergono per la prima volta le tematiche siciliane che caratterizzeranno l’adesione di Verga al Verismo. Insieme con Luigi Capuana, egli formerà un gruppo di narratori e critici che si proporrà di creare il “Romanzo moderno” attraverso l’adesione al programma del movimento culturale del Naturalismo o Realismo nato in Francia.
Prima raccolta verista di Verga è “Rosso Malpelo” (1878), seguiranno poi “Vita dei Campi” (1880), raccolta di racconti veristi; “I Malavoglia” (1881); “Novelle Rusticane” (1883); “Per la vita” (1883); “Vagabondaggio”(1887); “Mastro don Gesualdo” (1889).
Continua a scrivere racconti minori perché questi non furono bene accolti (Verga assiste a un senso di delusione storica dovuta al potere delle “Banche” e delle “Imprese Industriali” a scapito dei proprietari terrieri del sud).