I sonetti di Ugo Foscolo

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Descrizione dettagliata dei sonetti di Ugo Foscolo: alla sera, a zacinto e in morte del fratello Giovanni... (1 pagine formato doc)

SONETTI SONETTI Alla sera E' diviso in due parti, che corrispondono alle due quartine e alle due terzine.
La prima parte è soprattutto descrittiva, descrive lo stato d'animo dinanzi alla sera, colto in due momenti differenti, ma egualmente carichi di significato: l'imbrunire di una bella giornata estiva e lo scendere delle tenebre in una nebbiosa serata invernale. La seconda parte è più dinamica e l'autore vi colloca il nucleo centrale del sonetto, il “nulla eterno”. Secondo questo processo la sera, immagine della morte, ha un'efficacia liberatoria, perché cancella le sofferenze e i conflitti. Qui il nulla eterno e la pace della sera, si oppongono al “reo tempo” e allo “spirto guerrier” del poeta.
Con questo legame Foscolo sottolinea come il tormento e l'irrequietudine dell'autore siano connessi al particolare momento storico. Come già espresso nell'Ortis, Foscolo ripropone lo scontro dell'eroe generoso ed appassionato contro una realtà storica assai negativa, che crea irrequietudine e rivolte. Anche in questo sonetto l'unico strumento per sfuggire a tanta infelicità è la morte, intesa come annullamento totale. In morte al fratello Giovanni è stato composto nel 1802 in onore del fratello uccisosi per debiti di gioco. Il sonetto si sviluppa su due motivi fondamentali: l'esilio e la tomba, concepita come nucleo attorno cui si riunisce la famiglia. L'esilio rappresenta la condizione di allontanamento e di precarietà su cui Foscolo costruisce la figura dell'eroe infelice e sventurato che, a causa di una precaria società non trova una patria e non possiede un nucleo familiare in cui trovare sicurezza e conforto. In contrapposizione con questa situazione di allontanamento si colloca il motivo della tomba, che si identifica con l'immagine del nucleo familiare e soprattutto della madre. La parte finale, sembra richiamare il sonetto “Alla sera”, poiché la morte è vista come unico mezzo per fuggire da un momento storico negativo. In questo sonetto la morte acquista un nuovo importante significato e non è più vista come “nulla eterno”, non è annullamento totale, ma essendo “lacrimata” consente un legame con la vita. Il ritorno nella realtà, si attua nella morte, cioè nell'illusione, perché la restituzione delle ossa consente l'illusione di un ritorno al petto della madre. In questo sonetto, Foscolo ripropone l'immagine positiva della morte che era già presente nell'Ortis e che viene negata nel sonetto “Alla sera”. A Zacinto è stato composto tra il 1802 e il 1803 in onore all'isola dove il poeta nacque, Zante, qui chiamata con il nome greco antico Zacinto. Nel sonetto è presente una contrapposizione tra il poeta e l'eroe omerico, poiché Foscolo non toccherà mai più Zante, mentre Ulisse baciò la sua petrosa Itaca. Queste sono due peregrinazioni volute dal fato, ma con esito negativo. Il sonetto assume cosi' un doppio codice “classico” e “romantico”: -