La letteratura partigiana, 1943-1950

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Lingua e letteratura della stampa partigiana, Il racconto (e il romanzo), Il pubblico, I fatti raccontati, L'eroe partigiano, Lo stile, Uomini e no, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Il movimento. (23 pagg., formato word) (0 pagine formato doc)

La letteratura partigiana in Italia La letteratura partigiana in Italia 1943-1950 Memorie, racconti, romanzi d'argomento partigiano vengono pubblicate quasi ininterrottamente in Italia dal 1944 a oggi; qui prenderemo in considerazione solo la produzione anteriore al 1950.
Questo limite cronologico è giustificato dalla grande quantità del materiale pubblicato entro gli anni 40 e dalla sua omogeneità, ma soprattutto da ragioni storiche quali: il mutato clima politico dopo le elezioni del 1948, e dopo il rientro dei moti popolari che seguono l'attentato a Togliatti (da quel momento finisce l'illusione di una continuità della spinta pratica e ideale della resistenza per il rinnovamento sociale dell'Italia); il mutamento di collocazione sociale che avviene particolarmente negli strati della piccola borghesia, per cui molti degli scrittori della resistenza passano dalla disoccupazione o da occupazioni provvisorie e incerte a occupazioni stabili e regolari e perciò a una nuova funzione produttiva; il peso determinante che assume, dopo il 1948, non solo sugli scrittori che militano nel partito comunista ma su tutta la letteratura di sinistra, il consolidarsi di una politica culturale del PCI con un suo modello di "realismo" letterario intonato alla precettistica sovietica. L'esperienza partigiana è l'unica forma di lotta antifascista che abbia prodotto frutti autenticamente letterari.
L'appartenenza degli autori ad un partito caratterizza in maniera efficace le memorie di politici, ma può essere elemento meno evidente nelle memorie partigiane, e ancora meno nelle opere specificatamente letterarie. Lingua e letteratura della stampa partigiana I giornali diffusi nelle brigate e nelle divisioni partigiane durante la clandestinità costituiscono materiali indispensabili per una radiografia della vita della banda e una conoscenza delle idee politiche che vi circolavano. Questi periodici, periodici solo per modo di dire, tanto che sotto alcune testate si legge: "periodico regolarmente irregolare" oppure “esce quando e dove può"; commentavano avvenimenti politici e militari anche di rilievo nazionale e internazionale o fatti di importanza limitati all'ambito regionale e spesso locale; contenevano pezzi su problemi di varia natura, interni alle bande, brevissimi resoconti sull'attività militare della zona, racconti, poesie e composizioni che per varie ragioni si possono definire letterarie. I periodici chiedevano la collaborazione di tutti partigiani in grado di scrivere. Al fine di questa ricerca sulla letteratura partigiana interessa in via preliminare il problema generale della lingua della stampa il rapporto fra italiano e dialetto. La banda tipo può essere descritta in questo modo: un nucleo numericamente più forte di partigiani originari della zona di operazione, piccolissimi nuclei o singoli individui di altre regioni, qualche straniero ex prigioniero dei tedeschi. I dirigenti in molti casi provenivano dal gruppo più numeroso ma anche da altre regio