La figurazione della luce in Dante e Agostino

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Analisi della simbologia luminosa nella Divina Commedia e in alcuni passi di San'Agostino (2 pagine formato doc)

LA FIGURAZIONE DELLA LUCE IN DANTE E AGOSTINO

Dante e Agostino: la simbologia luminosa.

La rappresentazione della luce. Sulla base della corrispondenza di origine scritturale tra perfezione e luce, e per converso, tra peccato e tenebra, la luce costituisce per Dante il mezzo più idoneo alla rappresentazione della realtà ultraterrena. Il viaggio di Dante nella commedia è caratterizzato infatti da una progressiva intensificazione della luce, a partire dall’oscurità infernale, che corrisponde, sul piano spirituale, al passaggio dal peccato alla salvezza. Il contrasto tra tenebre e luce viene posto immediatamente in apertura del poema, in cui Dante, smarritosi in una selva oscura cerca di salire su un colle illuminato dal sole.
Il Purgatorio è caratterizzato dalla presenza del sole e dalla sua benefica azione. Durante i tre giorni e mezzo del suo cammin santo il poeta registra i momenti fondamentali del corso del sole e proprio come farà poi Virginia Woolf nel suo romanzo The Waves, ne descrive gli effetti sul paesaggio e sui due viaggiatori.

La luce nel Paradiso di Dante: tesina

SANT'AGOSTINO DIVINA COMMEDIA

Nel Purgatorio il sole diventa simbolo di Dio e consente a Virgilio e Dante di individuare l’accesso alla montagna. Nel Paradiso, la luce non è solo un simbolo ma la sostanza stessa (fisica e poetica) del regno celeste. Il creatore di tutto ciò che esiste diffonde la sua energia creativa ovunque, permettendole di manifestarsi sotto forma di pura luce. Questa luce si divide e si individua nelle infinite forme che da lui precedono, ma al contempo non perde mai la sua unità. Quando Dante, guidato da Beatrice, che diventa di cielo in cielo sempre più luminosa, giunge nell’Empireo è colpito da una luce viva. Questa prima lo abbaglia, per poi donargli maggiore potenza visiva, tale da fargli sostenere anche la luce più intensa. Egli può vedere così un fiume di luce dal fondo sfavillante di pietre preziose trasformarsi in un lago di luce che rispecchia la candida rosa dei beati, nella quale entra con Beatrice.

La luce nel paradiso dantesco: riassunto

LA FIGURAZIONE DELLA LUCE NELLA DIVINA COMMEDIA

La visione della Trinità. Per Dante, come per tanta altra cultura medievale, la luce è la primaria raffigurazione delle verità divine. Essa è la forma che assume l’amore divino che genera la creazione, è lo splendore diffuso della sua essenza che penetra in ogni luogo dell’Universo.
La prima, seppur fugace, rappresentazione di Dio si ha nel canto XXVIII: Dio appare al centro di nove cerchi concentrici di angeli splendenti, come un punto luminosissimo. Si specchia nella luce dei suoi angeli come nelle superfici di innumerevoli specchi, senza però perdere la sua unità. La rappresentazione di Dio come punto luminoso è densa di significati simbolici e di suggestioni patristico-scolastiche.