"Candido" di Voltaire

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Recensione del libro di Voltaire. (2 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

Voltaire: Candido Voltaire: Candido Nel libro “Candido” di Voltaire sono narrate le avventure di un giovane, Candido appunto, che viene cacciato da casa quando è ancora un ragazzino a causa del suo amore per Cunegonda ed è costretto ad affrontare molte difficoltà per sopravvivere, fra le quali guerre, calamità naturali, la perdita di alcuni suoi amici e continui rischi di morte; in lui, però, fra un ragionare e l'altro, l'ottimismo non viene mai meno ed ha la continua speranza di trovare la felicità.
Alla fine, Candido sposa la sua amata, ma la felicità che si aspettava è completamente svanita ed al suo posto trova solo noia; per rimediare a questo, Candido e i suoi amici decidono di fare ciò che riesce loro meglio, senza ragionare, perché solo in quel modo riescono a “rendere sopportabile la vita”. E' una conclusione abbastanza inaspettata, dal momento che Candido aveva vissuto sempre con la convinzione che, come gli aveva insegnato Pangloss, questo mondo è il migliore possibile.
Candido rappresenta per tutto il libro l'ottimismo ed è l'unico personaggio che in alcune sequenze riesce a trovare la felicità grazie a questo; alla fine, però, egli scopre la realtà e non solo mette in dubbio la filosofia del suo maestro, ma capisce che è completamente sbagliata. Il personaggio di Candido, inoltre, è usato da Voltaire per mostrare gli effetti dell'ottimismo sulle persone e per dimostrare il suo disappunto nei confronti di questo: la sola realtà fa sì che ci rendiamo conto che la dottrina dell'ottimismo è completamente erronea, infatti questa non regge di fronte ai fatti che ci si presentano quotidianamente. In opposizione all'ottimismo di Candido, è presente in quest'opera anche il pessimismo e lo ritroviamo pienamente nel personaggio di Martino: egli rifiuta l'idea di Candido (e quindi di Pangloss) che il mondo in cui viviamo è il migliore possibile; Martino, oltre ad essere identificato come un pessimista, può essere anche visto come il personaggio più realista. L'opera di Voltaire, infine, può essere considerata come una critica, eseguita per mezzo della derisione, nei confronti delle credenze della società e nei confronti delle filosofie sull'ottimismo: l'assurdità appunto di queste dottrine è posta in evidenza dal confronto fra le aspettative di Candido e la realtà, rappresentata da Voltaire anche con immagini abbastanza cruente. Solo alla fine del libro Candido trova il modo più adeguato di vivere la propria vita: egli raggiunge uno stato di soddisfazione solo accontentandosi di ciò che la vita gli offre. In questo intreccio di illusioni e disillusioni, una parte quasi irrilevante tocca alle figure femminili: Voltaire mette in evidenza solo il loro destino, che è quello di giungere ad una condizione di degrado, che si riscontra sia nelle caratteristiche fisiche (perdita della bellezza), sia in quelle morali (Cunegonda è definita “spiacevole e insopportabile”); gli uomini, per riuscire a sopportare tutto ciò,