Le ultime Lettere di Jacopo Ortis

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Relazione su "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo.(5 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

Relazione delle Relazione delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” di Ugo Foscolo Le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, si può definire come il primo romanzo italiano; la prima edizione completa risale al 1802, mentre quella definitiva, la quarta, al 1817.
Si tratta di un romanzo epistolare orientato sui modelli di Jean-Jacques Rousseau, come “Giulia” o “La nuova Eloisa”, e di Goethe con “I dolori del giovane Werther”, ma con l'originale inserzione della tematica politica, le cui radici stanno nella storia contemporanea e nelle vicende autobiografiche molto complesse. Il romanzo presenta un autoritratto dell'autore e denuncia una forte sensibilità preromantica, ma può essere definito una "tragedia alfieriana in prosa": infatti, il protagonista, di fronte alla tirannia di Napoleone, che gli toglie la patria, e alla tirannia delle convenzioni sociali (incarnate dal padre di Teresa, il signor T***), che gli tolgono la donna amata, afferma la propria libertà attraverso il suicidio, secondo il modello alfieriano.
Foscolo era tanto legato a questo testo, rimaneggiato nell'arco di un ventennio, che negli ultimi anni della vita ancora meditava di riscriverlo. L'intreccio L'impostazione fittizia del romanzo epistolare, vede con Lorenzo Alderani, amico dell'Ortis e unico destinatario delle lettere, l'omaggio che fa il giovane al proprio amico, morto suicida, di pubblicarne le lettere a lui indirizzate, trattanti il periodo più significativo della vita del virtuoso e sventurato autore delle stesse lettere. Gli interventi più indicativi dell'Alderani sono uno all'inizio del romanzo dove spiega le motivazioni di questa raccolta, e un altro alla fine dell'opera con la narrazione della morte di Jacopo. La vicenda si svolge tra l'ottobre 1797 e la fine di marzo 1799, in sessantadue lettere in ordine cronologico divise in due parti. Il ritmo del romanzo è a volte interrotto da narrazioni a sé, come la “Storia di Lauretta”, abbozzi di lettere destinate a Teresa, alcuni interventi dell'Alderani usati per instaurare un rapporto più diretto con il lettore. Prima Parte Jacopo Ortis è un giovane di famiglia benestante costretto a fuggire dalla sua città natale, Venezia, dopo il trattato di Campoformio a causa dei suoi sentimenti liberali e patriottici. Si rifugia nella campagna dei Colli Euganei dove conosce la gente del posto con i quali spesso s'intrattiene anche leggendo passi del “Le vite parallele di Plutarco”. Conosce il nobile signor T***, anch'egli rifugiato, e ne conosce le due figlie: la piccola Isabella, della quale Jacopo se ne improvvisa maestro, e la bellissima Teresa. La “divina fanciulla” è promessa sposa di Odoardo, nobile influente e assennato, piuttosto insipido e arido. Durante una gita alla casa-sepolcro di Petrarca ad Arquà, Jacopo viene a sapere della sventurata sorte della famiglia di Teresa, la cui madre era fuggita da una sorella per non sottostare al