Andrea Camilleri "La mossa del cavallo"

Appunto inviato da chy1305
/5

Vita dell'autore, riassunto del libro, personaggi principali, commento(formato word pg 2) (0 pagine formato doc)

Andrea Camilleri Andrea Camilleri “La mossa del cavallo” 1) Andrea Camilleri nasce nel 1925 a Porto Empedocle (Agrigento).
Si trasferisce a Roma dove diventa sceneggiatore teatrale e televisivo. Per la Rai crea fiction poliziesche con il tenente Sheridan ed il commissario Maigret. Insegna anche al Dams di Roma come professore di regia. Mostra sempre la passione per la scrittura e nel '78 esordisce con il primo libro: “Il corso delle cose”. I suoi libri sono tutti di ambientazione siciliana e possono essere divisi in due filoni: il primo è quello ambientato in età odierna a Vigata (in realtà Porto Empedocle) con protagonista Montalbano; ed un secondo ambientato alla fine dell'ottocento, quando in Sicilia cominciavano a sorgere problemi dovuti all'unità d'Italia. 2) La “sicilitudine” come viene definita da Sciascia e da altri scrittori siciliani è un sentimento, una condizione dello spirito appartenente soltanto ai siciliani.
Essere siciliani non significa semplicemente nascere in Sicilia, ma è un modo di pensare e di vivere secondo tradizioni e usanze sempre presenti. Il siciliano riesce a esprimere il massimo di sé, sia in positivo che in negativo, con intensità in modo non banale. Esiste una logica per cui agisce così, un disegno, che porta a condizionare le circostanze e a guidarle, mancando però della volontà per poterle modificare. 3) Camilleri si lega al filone degli scrittori siciliani degli ultimi due secoli come Verga, Pirandello, Vittorini, Quasimodo, Sciascia etc. Tutti questi scrittori nella maggior parte delle loro opere fanno riferimento alle radici siciliane e all'ambiente del loro mondo d'origine. Vengono soprattutto analizzate le condizioni sociali dell'epoca e gli individui, attraverso personaggi che vengono caricati all'eccesso divenendo quasi grotteschi e folli. Questi personaggi vivono la vita istintivamente, e pur essendo ragionatori, portano questa passione fino al delirio, avendo un senso fatalistico del loro destino. 4) Camilleri utilizza il dialetto siciliano di Agrigento italianizzandolo in modo che anche un lettore di diversa origine lo possa intendere. Si rifà ai suoi predecessori siciliani e segue il filone di un linguaggio espressionistico: ogni personaggio parli con una lingua adeguata alla sua condizione e cultura. Questo linguaggio rispecchia la vita reale e il modo di pensare di un personaggio che potrebbe essere una persona vivente. 5) Il secondo filone narrativo di Camilleri analizza attraverso vicende reali, ma romanzate la situazione del meridione ed in particolare della Sicilia, dopo l'unità d'Italia. Emergono da questi gialli ambientati alla fine dell'ottocento una serie di problemi economici e politici. Camilleri crede nell'unità d'Italia, ma è consapevole anche delle ingiustizie compiute dallo stato unitario. La questione meridionale era stata oggetto di indagine dopo il 1870 da parte di una commissione governativa, l'indagine che prese il nome dagli studiosi Franchett