La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare

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SCHEDA DI LETTURA SCHEDA DI LETTURA Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Firenze, Salani, 1996.
Luis Sepùlveda è nato in Cile nel 1949, e vive attualmente tra Amburgo e Parigi. E' autore di romanzi, racconti e commedie. Membro attivo dell'Unità popolare cilena, negli anni Settanta, dopo il colpo di stato militare, ha dovuto abbandonare il suo paese. Ha viaggiato e lavorato in Brasile, Uruguay, Paraguay e Perù; ha vissuto in Ecuador tra gli indios Shuar, come membro di una missione di studi dell'Unesco; ha girato tutto il mondo, anche al seguito dell'equipaggio di Greenpeace. Ha ottenuto un grande successo internazionale con “Il vecchio che leggeva romanzi d'amore”, “Il mondo alla fine del mondo”, “Un nome da torero” e “La frontiera scomparsa”, tutti pubblicati in Italia da Guanda.
La “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è un romanzo fantastico per quanto riguarda l'aspetto del comportamento degli animali, e realistico per quanto riguarda il rapporto tra animale e uomo e tra gli animali stessi. Il romanzo è ambientato ad Amburgo, ma non è precisato ne viene fatto alcun riferimento al tempo in cui si svolgono i fatti. Come ogni anno uno stormo di gabbiani sorvolava la foce dell'Elba nel mare del nord e si dirigeva verso paesi più caldi dove le femmine avrebbero deposto le uova senza nessun pericolo. I gabbiani volando si accorsero di un banco di arinche e uno dopo l'altro si tuffarono in mare e le mangiarono. Ma Kengah, in uno dei suoi tanti tuffi non si accorse e non sentì le grida dei suoi compagni che la mettevano in guardia da un'ondata di petrolio che in un attimo la travolse, ma che fortunatamente non le appiccicò le ali al corpo. Gli altri uccelli intanto volarono via perché era impossibile salvarla e secondo le loro regole non dovevano rimanere a guardare un loro compagno morire. Kengah cercò di raccogliere tutte le sue forze e dopo alcuni tentativi riuscì a spiccare il volo dirigendosi verso il sole, sperando che il suo calore sarebbe servito a sciogliere il petrolio, ma ben presto le forze le vennero a meno e precipitò sopra al balcone di una casa abitata in quel periodo solo da un gatto perché i padroni erano in vacanza. Il felino subito le dimostrò la sua disponibilità, ma non sapendo cosa fare andò in cerca d'aiuto. Prima che lui partisse però la gabbiana espose il suo ultimo desiderio, quello di fare un uovo, e per questo chiese al gatto Zorba di non mangiarlo, di accudirlo e di insegnare al suo piccolo a volare quando questo fosse nato. Il gatto capendo che ormai oltre a stare delirando era anche diventata pazza andò in cerca d'aiuto. Nei giorni successivi assieme ai suoi amici si prese cura dell'uovo dato che Kengah era morta, e anche quando questo si schiuse continuò ad accudire la gabbianella che fu chiamata Fortunata. Per molto tempo essa si sentì un gatto essendo stata abituata a vivere con loro e non