Luca Cavalli-Sforza "CHI SIAMO"

Appunto inviato da billie1
/5

Sintesi del libro del famoso genetista Luca Cavalli-Sforza sull'evoluzione, la differenzizazione della specie e le malattie genetiche.(formato word pg 9) (0 pagine formato doc)

Capitolo 1 - Il più antico stile di vita Laura Forti - III G CHI SIAMO Capitolo 1 - Il più antico stile di vita Luca Cavalli-Sforza racconta, attraverso la sua esperienza personale, come vivono i pigmei africani, una delle ormai pochissime popolazioni che conducono uno stile di vita primitivo, fondato su caccia e raccolta.
Vivendo nella foresta da più di 5000 anni, i pigmei dimostrano di essersi perfettamente adattati ad essa: ad esempio, la loro statura bassa permette di avere più superficie corporea in rapporto al volume e quindi una sudorazione più efficace, in un ambiente con un'umidità del 100%; oltre tutto, essendo più minuti, sono anche più agili. I pigmei non hanno una gerarchia sociale, ma vivono nel rispetto reciproco; c'è parità tra uomini e donne e vivono in gruppi nomadi o seminomadi formati da un minimo di 500 persone, il numero più basso che permette di evitare troppi incroci tra parenti, dannosi per la prole.
Abilissimi e coraggiosi cacciatori, gli uomini si dedicano alla caccia (prevalentemente con le reti) per 6-8 mesi l'anno e nella stagione secca lavorano per gli agricoltori locali in cambio di cibo, armi, manufatti in ferro e vestiti; le donne si occupano della raccolta dei vegetali. Tutta la tribù concorre alle decisioni comuni e la massima punizione per un individuo è l'allontanamento dal campo: infatti, i pigmei sono molto pacifici e di indole allegra e spiritosa; amano molto la danza e hanno uno spiccato senso del ritmo. Purtroppo tutte le popolazioni primitive, che con le loro strutture genetiche ci danno informazioni preziose sull'evoluzione della specie umana, sono destinate a scomparire assieme al loro ambiente di vita, distrutto lentamente in passato e rapidamente oggi. Capitolo 2 - Una galleria di antenati L'autore illustra l'albero genealogico della specie umana: i nostri antenati più antichi sono gli australopitechi, che 2,5 milioni di anni fa si sono differenziati nei primi appartenenti al genere Homo: Homo habilis. Vissuto tra 2,5 e 2 milioni di anni fa, come gli austalopitechi ha una statura molto bassa, braccia lunghe e cammina eretto, ma è il primo ad essere carnivoro e ad utilizzare strumenti di pietra lavorata. Fra 2 e 0,5-0,3 milioni di anni fa compare Homo erectus, che perfeziona gli strumenti e ha un volume del cervello maggiore; da poco più di un milione di anni fa, si diffonde dall'Africa in Europa e in Asia, come dimostra anche il ritrovamento dell'uomo di Pechino. L'Homo sapiens, ultima tappa nell'accrescimento del volume del cervello, compare tra i 500.000 e i 300.000 anni fa. Per i più antichi Homo sapiens, diffusi in Africa, in Asia e in quasi tutta l'Europa, si usa il nome di Homo sapiens arcaico. Circa 300.000 anni fa, in Europa, se ne trova un tipo diverso dagli altri, chiamato Homo sapiens neanderthalensis: non si sa ancora se si è estinto o se si è trasformato nell'uomo moderno (Homo sapiens sapiens), comparso 100.000 anni fa, che usa un linguaggio più evoluto e nuovi strumenti. Questa ricos