Poirot sul Nilo (Agatha Christie)

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Poirot sul Nilo (Agatha Christie) Poirot sul Nilo (Agatha Christie) Insieme ad "Assassinio sull'Orient-Express" e a "Dieci piccoli indiani", "Poirot sul Nilo" è uno dei fiori all'occhiello della regina del giallo.
Il titolo italiano è stato cambiato da "Death on the Nile" a "Poirot sul Nilo", in questi due titoli ci sono tre elementi portanti dello stile christiano: un avvenimento tragico, il luogo dove ciò avviene e chi saprà sbrogliare la cosiddetta "matassa". All'inizio del romanzo troviamo molti personaggi che per una ragione o per un'altra odiano la ricca ereditiera Linnet Ridgeway, chi per la bellezza, chi per il denaro, chi per la mondanità. Successivamente appare la tanto citata figura di Linnet, la quale per la verità non ci colpisce affatto poiché Agatha Christie la utilizza più come una marionetta che come un personaggio.
Linnet, infatti, è solo il pretesto della scrittrice per far sviluppare la vicenda, visto che caratterialmente non ha alcuna peculiarità (tranne l'arroganza: ma quella è tipica delle persone appartenenti a classi sociali più elevate). La storia si snoda attorno alla coppia-non coppia di Jacqueline e Simon, i quali secondo un'affermazione dello stesso Poirot posseggono l'una un cervello freddo, astuto e calcolatore, mentre l'altro è un uomo d'azione e tutto sommato stupido (si prenda ad esempio la vicenda con Pennington). Ad una prima e superficiale lettura le prime cinquanta pagine possono risultare noiose, ma scavando più approfonditamente, si può notare come tutta la parte più importante della storia si svolga proprio in questo punto. Secondo elemento: l'importanza vitale che per il romanzo ha l'ambiente, è questo infatti il risultato delle conoscenze archeologiche di Agatha Christie, acquisite attraverso il lavoro del secondo marito. L'Egitto faceva parte del protettorato britannico (fino al 1924) e per la scrittrice era un po' come trovarsi a casa propria: è grazie a questo che tutti i personaggi si trovano a loro agio nell'ambiente che li circonda. L'archeologia è un elemento usato abilmente dalla Christie, infatti dopo il tramonto della febbre archeologica, avvenuta a cavallo fra '800 e '900, la scrittrice compone una struttura narrativa molto in voga nel suo tempo: pone cioè sullo sfondo del romanzo un viaggio archeologico. Ma Agatha fa ancora di più: rende "vivi" i monumenti dell'antico Egitto attraverso, ad esempio, l'attentato di Linnet durante la visita al tempio di Karnak. Vediamo quindi l'entrata della sventurata in Egitto con un susseguirsi di maledizioni e vendette provocate per mano della rivale Jacqueline (quasi una maledizione di Tut-ench-Amun!). Terzo elemento: il detective, la presenza di Poirot non è assolutamente casuale, non metteremmo mai una Miss Marple o anche un Maigret, anche l'assenza di Hastings è importante per il romanzo (benchè ci sia il colonello Race che fa in un certo senso le veci del capitano). Un'altra nota positiva hanno le citazioni dello stesso Poirot in francese (nelle edizi