Storia della lingua greca

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Panorama dialettale della Grecia e storia delle migrazioni degli indoeuropei in Grecia: cenni di morfologia storica, fonologia attica e indoeuropea, principali fenomeni di formazione della lingua a partire dalle radici indoeuropee sino al greco di età classica (15 pagine formato doc)

La lingua si sviluppa parallelamente alla società: l'evoluzione del lessico è molto rapida, più lenta quella della morfologia.
La storia della lingua greca inizia nell'VIII secolo con i poemi omerici
e le prime iscrizioni alfabetiche (vaso del Dypilon con iscrizione in esametri e coppa di Nestore a Ischia/Pitecusa). Attorno al 780 a.C. risale un'iscrizione recentemente scoperta nella necropoli di Gabii nei pressi di Roma. La continuità del greco antico e moderno è straordinaria. Convenzionalmente in greco antico finisce nel 529 d.C. quando Giustiniano fece chiudere le ultime scuole filosofiche di Atene (curiosamente è la stessa data della fondazione dell'abbazia di Montecassino). Sono 14 secoli di storia della lingua.

Nel 1952, però, Ventris ha decodificato la scrittura di tipo sillabico delle tavolette di Micene, Pilo, Cnosso, dimostrando che sotto la lineare B vi era già un greco ben definito e determinato come dialetto.
Le tavolette sono documenti d'archivio e appartengono all'ultima fase della civiltà micenea, circo il 1200 a.C., anche se è presumibile che questa lingua esistesse già prima.
Recentemente è stata scoperta un'iscrizione in lineare B del 1700 ca. a.C.. Complessivamente abbiamo 20 secoli di storia della lingua greca. La documentazione linguistica di queste tavolette, però, per la natura stessa dei loro contenuti e del tipo di scrittura sillabica imprecisa e ambigua, è limitata. E' più corretto, per la fase micenea, parlare di protostoria della lingua greca.

Tra l'VIII e il IV secolo a.C. non esiste un greco di uso comune, ma solo quasi tanti dialetti epicolici (locali) quante sono le poleis. E' improprio parlare di greco come lo è parlare di dialetti piuttosto che lingue. Le parlate locali sono documentate dalle epigrafi; i dialetti letterari sono più o meno distanti dal parlato, la più artificiale è la lingua omerica, le più vicine quelle del giambo e dei poeti eolici.