Pro Archia Poeta

Appunto inviato da flowers84
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Traduzione dell'opera di Cicerone, con in appendice un utile elenco di tutti i paradigmi (10 pagine formato doc)

TRADUZIONE.

Se qualcosa vi è in me di ingegno, oh giudici, benché penso che sia modesto, o se una qualche esperienza nell'oratoria, nella quale non nego di essermi rivolto mediocremente, o se una certa conoscenza di questa cosa qui, derivata dallo studio e dall'esercizio delle arti liberali, la quale io confesso di non aver contrastato in nessun periodo della mia vita, specialmente questo A.
Licinio deve chiedere a me, quasi come un suo diritto, il frutto di tutte queste cose. Infatti per quanto indietro la mia mente può tornare nel passato con il ricordo e rievocare i più lontani ricordi d'infanzia, risalendo fino ad allora, vedo che costui mi appare come guida nell'intraprendere e iniziare questi studi. E perciò se questa voce, plasmata dall'esortazione e dall'insegnamento di costui, fu talvolta di salvezza a qualcuno, da egli ho appreso ciò, con cui posso assistere alcuni e salvare altri, certamente a lui devo offrire sostegno e difesa, per quanto mi è possibile.

E affinché nessuno si meravigli di ciò che è detto da me così per caso, sebbene in costui la capacità di ingegno è propriamente un'altra e non questa intelligenza o conoscenza dell'eloquenza, neppure io però mi sono mai applicato esclusivamente a questo solo interesse.
Infatti tutte le arti che riguardano la natura umana hanno in un certo modo un legame comune e sono tra loro unite quasi da una specie di vincolo di parentela.

Ma affinché a voi non sembri strano che in un processo legale e in una causa pubblica, che si svolge dinanzi ad un pretore del popolo romano, uomo eccellente, e dinanzi a giudici rigorosissimi, con una così grande folla e abbondanza di uomini, io faccia uso di questo genere di oratoria che contrasta non solo con la consuetudine della realtà dei processi, ma anche con il linguaggio forense; vi prego in questa causa di concedermi questa grazia, idonea a questo imputato, a voi (come spero) non molesta, mentre sostengo un sommo poeta e uomo eruditissimo, con questa affluenza di uomini coltissimi, con questa vostra umanità, e infine con questo presidente dei tribunali, che mi consentiate di parlare un po' più liberamente di studi umanitari e letterali e di servirmi di una persona di questo valore, che a causa della tranquillità e dello studio è trascinata pochissimo in processi e pericoli, per avvicinarmi ad un nuovo e in qualche modo inconsueto stile oratorio.