L'Amleto:to be or not to be

Appunto inviato da francesco83
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Traduzione del celebre monologo shakespeariano.Non comprende il testo in inglese.(formato txt) (0 pagine formato txt)

Essere, o non essere.
questo è il nodo: (076) se sia più nobil animo sopportar le fiondate e le frecciate d'una sorte oltraggiosa, o armarsi contro un mare di sciagure, e contrastandole finir con esse. Morire. addormentarsi: nulla più. E con un sonno dirsi di por fine alle doglie del cuore e ai mille mali che da natura eredita la carne. Questa è la conclusione che dovremmo augurarci a mani giunte. Morir. dormire, e poi sognare, forse. Già, ma qui si dismaga l'intelletto: perché dentro quel sonno della morte quali sogni ci possono venire, quando ci fossimo scrollati via da questo nostro fastidioso involucro Ecco il pensiero che deve arrestarci. Ecco il dubbio che fa così longevo il nostro vivere in tal miseria.
Se no, chi s'indurrebbe a sopportare le frustate e i malanni della vita, le angherie dei tiranni, il borioso linguaggio dei superbi, le pene dell'amore disprezzato, le remore nell'applicar le leggi, l'arroganza dei pubblici poteri, gli oltraggi fatti dagli immeritevoli al merito paziente, quand'uno, di sua mano, d'un solo colpo potrebbe firmar subito alla vita la quietanza, sul filo d'un pugnale E chi vorrebbe trascinarsi dietro questi fardelli, e gemere e sudare sotto il peso d'un'esistenza grama, se il timore di un "che" dopo la morte - quella regione oscura, inesplorata, dai cui confini non v'è viaggiatore che ritorni - non intrigasse tanto la volontà, da indurci a sopportare quei mali che già abbiamo, piuttosto che a volar, nell'aldilà, incontro ad altri mali sconosciuti Ed è così che la nostra coscienza ci fa vili; è così che si scolora al pallido riflesso del pensiero il nativo colore del coraggio, ed alte imprese e di grande momento, a cagione di questo, si disviano e perdono anche il nome dell'azione. (Vede Ofelia) Ma zitto, adesso. La leggiadra Ofelia! Ninfa, nelle tue preci rammemoràti siano i miei peccati. Ofelia Mio buon signore, come s'è sentito vostro onore, durante questi giorni Amleto Oh, bene, bene, bene, umili grazie! Ofelia Signore, ho qui con me vostri ricordi che da tempo volevo ritornarvi. Vi prego, riprendeteli. Amleto Non io. Non v'ho dato mai niente. Ofelia Vostro onore, voi ben sapete di avermeli dati; e accompagnati pure da parole spiranti tal profumo di dolcezza da renderli oltremodo più preziosi. Quel profumo è svanito. Riprendeteli. A cuor gentile anche i doni più ricchi si fan povera cosa, se chi li dona si mostra crudele. Eccoli, mio signore. (Gli porge un pacchetto) Amleto (Ridendo) Ah, ah! Voi siete onesta Ofelia Monsignore. Amleto Siete bella Ofelia Che intende vostra altezza Amleto Che essendo onesta e bella, come siete, mai la vostra onestà dovrebbe ammettere che si parli della bellezza vostra. Ofelia Con chi potrebbe meglio accompagnarsi la bellezza, se non con l'onestà Amleto Oh, sì! Ma la bellezza ha tal potere da far dell'onestà la sua ruffiana, più di quanto non possa l'onestà fare a sua somiglianza la bellezza. Questo un tempo pareva un paradosso, ma ora i tempi provano che è vero. Una volta vi ama