Giotto-masaccio-piero della francesca

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Commento di tre opere dei tre artisti per spiegare l'evoluzione dlla prospettiva in pittura. ( 3 pag - formato word ) (0 pagine formato doc)

“ Compianto sul Cristo morto “ -Giotto “ Compianto sul Cristo morto “ -Giotto Giotto descrive con grande drammaticità e realismo la scena del compianto sul Cristo morto: il pittore dimostra la volontà di abbandonare le istanze bizantine, la visione non è più trascendentale ma estremamente terrena, immediatamente comprensibile da tutti.
Il centro della scena è la testa del Cristo: su di essa convergono tutti gli sguardi addolorati degli altri personaggi, i loro gesti premurosi, ed anche gli sguardi degli angeli. La roccia che fa da sfondo ha la stessa funzione di focalizzazione del centro della scena: scende inclinata a puntare sulla testa del Cristo. I personaggi dell'affresco sono estremamente monumentali, dotati di una propria fisicità, di una propria solidità sottolineata dal morbido panneggio delle vesti, i loro gesti sono in corrispondenza gli uni con gli altri, tutti tesi a sottolineare la drammaticità dell'evento: in particolare le braccia di San Giovanni vanno a mostrare sia il dolore in terra che quello nei cieli degli angeli.
“ Il Tributo “ - Masaccio In un'unica immagine Masaccio presenta tre episodi, e non in ordine cronologico, quasi a sottolineare la simultaneità dei tre eventi, l'immediatezza della realizzazione del comando di Cristo. Quindi prima vediamo S.Pietro che pesca il pesce miracoloso contenente la moneta d'oro, poi Cristo che comanda al santo di andare a pescare ed infine S.Pietro che paga il tributo al gabelliere. Lo spazio è tuttavia organizzato in un'unica visione prospettica, per dare appunto unità alla rappresentazione, il cui fuoco è la testa del Cristo, come in Giotto: ad essa convergono le linee che segnano i palazzi della città e persino una delle linee che segnano i monti alle spalle dei personaggi. La prospettiva è quindi analizzata non più solo intuitivamente, ma secondo precise regole matematiche. Inoltre la trattazione tridimensionale dello spazio è migliorata grazie allo sfondo dei monti che sfumano nel colore in lontananza come nella realtà. Lo spazio dei tre episodi è poi ulteriormente unificato dalla presenza di un'unica fonte luminosa, proveniente da destra, che genera le lunghe e reali ombre dei personaggi. In questo spazio si pongono solide le figure che , come in Giotto, presentano grande plasticità e monumentalità, sottolineate dai realistici panneggi delle vesti e dal chiaroscuro, e interagiscono tra loro con gravi e solenni gesti. Cristo indica con gesto di comando, verso sinistra ed il suo gesto è ripreso ed amplificato da quello di S.Pietro. Ai loro movimenti corrispondo quelli del gabelliere e di S.Pietro che tende la propria mano per pagare il tributo. La gestualità risulta quindi dialogica e drammatica, in corrispondenza a figure plastiche che si stagliano in un ambiente realistico, tridimensionale e quindi immediatamente fruibile. “ La flagellazione di Cristo “ - Piero della Francesca Come aveva fatto Masaccio, Piero della Francesca pone nello