Fonetica

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Introduzione ai principali elementi di fonetica, utile per preparare l'esame universitario di linguistica generale (13 pagine formato doc)

Fonetica

La fonetica (da fonè voce suono) è la scienza che studia i suoni prodotti e percepiti dagli esseri umani per comunicare verbalmente. Se si considera una rappresentazione ideale del processo comunicativo audio verbale si notano tre fasi: ideazione e produzione del messaggio; trasmissione in un mezzo; ricezione e interpretazione del messaggio.
La 1 e la 3 sono le più delicate perché contengono oltre una componente motoria e meccanica una neurale e mentale. Il processo comunicativo può essere dunque descritto: un soggetto decide di parlare e dire qualcosa a qualcuno (componente mentale), il suo cervello impartisce i comandi che si trasmettono a dei muscoli (neurale), gli organi attivati producono sequenza di suoni (motoria), queste sequenze di suoni si propagano nell'aria e raggiungono l'orecchio dell'ascoltatore (fisica), l'orecchio trasforma gli impulsi meccanici che lo hanno raggiunto (meccanica) in impulsi nervosi che si trasmettono al cervello (neurale) dove vengono interpretati (mentale). La fonetica va dal momento in cui gli organi si mettono in movimento al momento in cui l'orecchio dell'ascoltatore ha trasformato gli impulsi meccanici in impulsi nervosi.
La fonetica deve però tenere conto di tre punti di vista:

  1. Fonetica articolatoria: si occupa del processo di produzione dei suoni linguistici, foni. Descrive l'anatomia degli organi preposti alla produzione di foni, cioè l'apparato fonatorio, descrivendo la loro struttura e fonologia cioè il processo di fonazione, e fornisce i criteri per la classificazione dei foni.
  2. Fonetica acustica: descrive la consistenza fisica dei foni e della loro propagazione in un mezzo, e costituisce un'applicazione dell'acustica, cioè una branca della fisica classica.
  3. Fonetica uditiva e percettiva: si occupa della percezione dei foni, descrive l'anatomia dell'apparato uditivo; studia la fisiologia dell'apparato uditivo, il modo in cui l'impulso meccanico, cioè la vibrazione delle molecole d'aria, viene analizzato dall'orecchio e trasformato in impulso neurale; e studia e classifica i processi di categorizzazione dei suoni percepiti.
Queste tre fonetiche non sono autonome, anzi se lo scopo è la conoscenza del processo di comunicazione audio verbale allora devono integrarsi tra loro, perché studiare solo una fase può portare a risultati insoddisfacenti. La comunicazione audio verbale avviene attraverso la percezione di blocchi fonici di varia grandezza, parole, frasi, modelli da una certa intonazione, variazioni di velocità, posizione di accenti, presenza di pause. Il compito della fonetica è anche studiare questi blocchi nella loro struttura interna, ma i parlanti spesso sono convinti che in una comunità che usa la scrittura alfabetica il parlato si presenta come lo scritto: cioè come una successione di unità discrete, in cui i confini tra le lettere o lo parole siano netti come quelli tra le parole o le lettere nella forma scritta. La conseguenza di tale convinzione è che le unità minime, i foni, sono dati per scontato e le unità superiori, sillabe, parole, sono viste come il risultato di una giustapposizione in sequenza lineare delle unità minime estese. La fonetica mostra invece come ciascun blocco comunicativo parlato è un continuum in cui non solo è molto difficile individuare i confini tra i singoli foni e le parole, ma in cui la realizzazione dei foni è sempre variabile e si influenzano reciprocamente. Inoltre la prosodia, cioè l'insieme di pause, variazioni di velocità, variazioni di altezza o volume, svolgono un ruolo importantissimo nella scansione del messaggio, mentre la scritta non dà una rappresentazione completa della prosodia. I suoni che produciamo quando parliamo possono essere prodotti e percepiti in condizioni molto diverse, qualche caso: