Il fiorentino dei trecentisti e il classicismo di Bembo

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Analisi linguistica molto dettagliata dell'evoluzione della lingua italiana da Dante al classicismo del Bembo (8 pagine formato doc)

E' opinione comune che l'italiano sia di base fiorentina in quanto si dà per scontato il legame tra fiorentino e toscano. Ma dire fiorentino non è lo stesso che dire toscano.
Esistono infatti diverse varianti del fiorentino. Bisogna dunque chiedersi da quale fiorentino o da quale toscano derivi l'italiano e a partire da quali ambiti e per quali motivi viene preso a modello. E' implicito per noi oggi che il primato fiorentino sia culturale. Ma perché in questo periodo proprio la lingua di Firenze diviene la lingua di una nazione? Si riconosce nell'unità italo-romanza, fissata dagli scrittori in fiorentino, il modello linguistico a cui rifarsi, cosicché la maggior parte dei reperti che leggiamo sono toscano-fiorentini. Perché da un certo momento in poi ci si rifà dal punto di vista linguistico ai fiorentini e ai toscani? Machiavelli pone parte del primato di Firenze nella naturale superiorità linguistica del fiorentino (teoria del mobilismo fiorentino).

Inoltre conta moltissimo il classicismo di Bembo, che pone come ideali modelli letterari e linguistici tre fiorentini, le cosiddette Tre Corone: Dante, Petrarca e Boccaccio. Nel ‘400 ci sarà un dibattito su se sia lo stile o la lingua di costoro il modello da imitare (Boiardo).
Il primato culturale di Firenze è dovuto anche al primato economico che allora deteneva. A Napoli, ad esempio, il gran siniscalco del regno era Niccolò Acciaioli (esponente della famiglia reale) ed abbiamo carteggi in cui si testimonia la presenza di fiorentini a Napoli (basti pensare al Boccaccia - il Francesco Sabatini ha indagato la Napoli angioina). Avvenivano dunque scambi culturali. La letteratura fiorentina era inoltre estremamente competitiva dal momento che la diffusione della scrittura era indipendente dalla conoscenza del latino e legata all'ascesa della classe mercantile (Decameron come epopea di mercanti), basti pensare alla produzione di libri di famiglia - strumento concreto per ricordare la storia di una casata (genere ibrido).

La Toscana supera come mole di documenti quasi tutto il resto d'Italia. Il livello di alfabetizzazione era notevole in quanto la cultura era slegata dal latino. Il primato di Firenze risulta pertanto conquistato. La storia della toscana medievale è la storia dell'ascesa di Firenze e della progressiva decadenza delle altre città toscane (Pisa, Lucca, Siena). A partire degli studi del Parodi si è attuata una classificazione delle diverse parlate presenti nella Toscana del tempo: fiorentino, senese, dialetti orientali ed occidentali (pisano e lucchese). E' significativo che Dante nel De Vulgari eloquentia classifichi in questo modo i volgari toscani. A partire del ‘300 secondo la Manni Firenze mette un'ipoteca su tutto il resto della cultura italiana. Tale primato metterà progressivamente in ombra le altre culture.