La Moda nel Cinema

Appunto inviato da peachina85
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Costumisti e icone dello stile: da Theda Bara a Marlene Dietrich, da Grace Kelly a Marylin Monroe, fino a Sofia Loren e Audrey Hepburn (8 pagine formato doc)

LE ORIGINI: anni 20
Le attrici provvedevano personalmente ai loro abiti di scena.
Per i film in costume, ricorrevano alle sartorie teatrali.

I pionieri del cinema compresero presto la necessità di qualcuno che si occupasse interamente dell'abbigliamento degli attori.


IDEARE ABITI PER IL CINEMA ERA DIVERSO DALL'IDEARE ABITI PER LA VITA REALE . C'ERA LA NECESSITA' DI SODDISFARE L'OBBIETTIVO (Adrian). A CAUSA DEI FREQUENTI PRIMI PIANI, UN ABITO NON POTEVA PERMETTERSI IMPERFEZIONI.

La linea dell'abito era di primaria importanza rispetto al colore in quanto le pellicole erano ancora i bianco e nero.

Negli anni 20 lo stabilirsi a Hollywood delle compagnie cinematografiche, favorì un rapido affermarsi della figura del costumista, dal momento che c'erano scarse possibilità di attingere a sartorie teatrali (a differenza delle città).

POUL POIRET
Fu il sarto francese che esercitò la maggior influenza sui costumi di Hollywood agli esordi. Ricordato come colui che liberò la donna dai busti ma anche come "tiranno della moda": costringeva le sue "vittime" ad indossare girocolli di perle, volpi bianche infilzate di piume, tuniche con montature in ferro, gioielli e nastri da barbari.

1912: vestì Sarah Bernhardt in "La regina Elisabetta" - la vestì più secondo il suo gusto personale che non in base al costume del periodo elisabettiano.
Realizzò abiti fluidi, con la vita alta e morbide mantelle.

Il suo gusto esotico era influenzato dai Balletti Russi mandati in scena a Parigi. Più tardi ne trarranno ispirazione Howard Greer, Natacha Rambova e Adrian.


DE MILLE,CLAIRE WEST e GLORIA SWANSON
De Mille fu uno dei primi registi a capire l'importanza dell'abito nella riuscita di un film. Nel 1914 cominciò a lavorare con la Famous Player (che nel 1923 avrebbe cambiato nome in Paramount). Attribuì grande importanza ai costumi, assumendo presto come costumista Claire West (la quale già aveva debuttato con il regista Griffith per il film "Intolerance").

1919: vestì Gloria Swanson in "Maschio e femmina" - l'attrice s'impose come musa del grande regista e come personaggio divistico. De Mill ingaggia l'illustratore Paul Iribe come scenografo e costumista che trasforma la Swanson in esotica principessa babilonese attraverso acconciature di piume di pavone.

1923 - "I dieci comandamenti" - Claire West collabora insieme a Howard Greer (che divenne capo-costumista della Paramount dopo le dimissioni della West)

La Swanson amava circondarsi dal lusso, spendeva cifre altissime per abiti, accessori, mobili...ecc.