Made in Italy: significato e critica

Appunto inviato da ladyfranky
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Spiegazione del made Italy e 4 critiche al modello originale di sviluppo (3 pagine formato doc)

MADE IN ITALY: SIGNIFICATO E CRITICA

Made in Italy.

Per made in Italy si intende ormai solo moda, design e arredamento, alimentare, arte e cinema. In realtà, il made in Italy non è solo questo. È la punta dell’iceberg, che è tutto ciò che tutto il mondo immediatamente riconosce legato allo stile di vita italiano. Ma anche sotto alla parte emersa dell’iceberg c’è made in Italy perché ha le stesse caratteristiche di fondo di ciò che è emerso (che sono le 4 caratteristiche del modello originale di sviluppo), pur facendo prodotti diversi. C’è un made in Italy complessivo, l’intero iceberg, che ha una parte emersa e una parte sommersa fatta di settori e prodotti sconosciuti al largo pubblico.
Dovremmo lottare perché tutto ciò venga riconosciuto come made in Italy, che è il modello originale di sviluppo con le 4 caratteristiche.

Made in Italy: significato e normativa

MADE IN ITALY CRITICA

Critiche al modello originale di sviluppo. Ci sono molte obiezioni a questa teoria perché non si riconosce la grande importanza che le piccole e medie imprese hanno avuto nello sviluppo economico del paese e anche nell’attraversamento dell’attuale crisi economica. Alcune di queste obiezioni arrivano dall’estero e sono normali perché ci osservano, ci studiano, ci giudicano, ma non ci capiscono. Chi ci guarda dall’estero spesso lo fa con superiorità, per giudicare più che per capire e quello che appare diverso rispetto alla loro realtà a priori è negativo. Ben più gravi, però, sono le critiche che si sviluppano all’interno del paese, laddove ci si aspetterebbe la difesa di un modello originale di sviluppo, diverso da altri, ma peculiare della nostra storia e tradizione. Le critiche che arrivano dall’Italia sono di 2 tipi: possiamo distinguere i giudizi negativi della realtà economica locale degli intransigenti e dei perdenti.

MADE IN ITALY BRAND

Gli intransigenti sono quelli che pensano che il modello vincente sia quello anglosassone e dunque laddove l’Italia è diversa da quel modello sta sbagliando. Propongono un modello fondato sui servizi e non sul manifatturiero. I perdenti, invece, sono quelli che hanno perso e che, invece di riconoscere le cause di questa sconfitta imprenditoriale, colpevolizzano il paese Italia. Se questo fosse vero, però, non si spiegherebbero i 4,5 milioni di imprese che continuano ad andare avanti. Non è il contesto dell’attività imprenditoriale che fa la differenza, ma a fare la differenza è l’imprenditore. Edoardo Nesi è l’alfiere dei perdenti, è stato imprenditore ma ha fallito ed è diventato scrittore. Ci sono tante critiche a questo modello, ma per ciascuna di queste critiche c’è una risposta.