Maria Montessori: biografia

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Riassunto su Maria Montessori: biografia e metodo educativo (5 pagine formato doc)

MARIA MONTESSORI: BIOGRAFIA

Maria Montessori.

Nata a Chiaravalle (AN) nel 1870, trascorre la sua gioventù a Roma, dove inizia il suo esperimento pedagogico “la casa dei bambini”. Prima donna italiana laureata in medicina. Nel 1897 diviene assistente alla Clinica Psichiatria dell’Ateneo romano e comincia ad interessarsi al recupero dei bambini minorati psichici ispirandosi a Seguin (che utilizza una tecnica particolare per curare malati mentali) e Itard (che utilizza il metodo sensitivo come mezzo di sviluppo educativo).
Si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia, esegue nelle scuole elementari alcune ricerche antropologiche e studia i metodi usati nell’educazione dei bambini anormali. Il 6 gennaio del 1907 apre la prima scuola per bambini dai 3 ai 7 anni con il nome “Casa dei bambini” nel quartiere di San Lorenzo.
Emarginata dal fascismo si trasferisce in Spagna, Inghilterra ed Olanda dove morirà nel 1952.
Tra le sue opere principali ricordiamo: “Il Metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini” (1909), “L’autoeducazione nelle Case dei Bambini” (1916), “La mente del bambino” (1952).
Formatasi in un clima culturale segnato dal Positivismo, mira ad una pedagogia scientifica “perché non si può educare alcuno se non si conosce direttamente”.

Maria Montessori: biografia breve e metodo educativo

MARIA MONTESSORI: METODO EDUCATIVO

Un cardine fondamentale della pedagogia scientifica deve essere perciò una scuola che permetta l’espressione delle manifestazioni spontanee e della vivacità individuale del bambino.
Nella scuola d’infanzia devono essere rispettati tre principi:
- Ambiente adatto
- Uso di materiale scientificamente studiato
- Una nuova professionalità dell’educatore
Tali principi possono costituire le basi per realizzare due mondi: quello dell’adulto e quello del bambino. Tutto l’impegno di Maria Montessori si è indirizzato:
- a comprendere meglio il bambino
- operare in sua difesa
- riconoscere i suoi diritti
Nel 1923 Maria Montessori si rivolge ad una generazione di genitori che sta pagando ancora i danni materiali e morali della prima catastrofe mondiale, in un clima dove il bambino non viene preso in considerazione come essere con necessità e bisogni differenti da quelli dell’adulto.
Secondo la Montessori il bambino si sviluppa attraverso l’attività in determinati periodi sensitivi.
Sulla scia di Itard e Seguin, come abbiamo già sottolineato, ella ritiene che il bambino, come l’handicappato, abbia difficoltà a governare l’eccesso di stimoli che colpisce la sua mente assorbente (cioè l’intelligenza operante inconsciamente attraverso l’assorbimento dei dati ambientali).

Intelligenza e creatività nel bambino: tema svolto

MARIA MONTESSORI: RIASSUNTO

Pertanto l’educazione deve fornire dei contesti d’esperienza che gli permettano di porre ordine in questi stimoli e di autodirigersi verso una crescita libera. Si tratta di materiali appositamente preparati per esercitare, attraverso i sensi, le competenze specifiche con gradualità e progressività. La capacità quindi di offrire al bambino “l’alfabeto” dell’organizzazione logica dei suoi contenuti mentali. A tale proposito la Montessori introduce la nozione di “mente matematica”, mentre definisce il materiale scientifico che varia in relazione ad una sola caratteristica (peso, forma, incastro, ruvidezza, etc), come complesso di “astrazioni materializzate”.
L’educazione prescolastica assume così la forma di una vera e propria scuola dell’infanzia, con i suoi metodi, fondata su una serie di esercizi sensoriali condotti per via analitica.