Lo shock

Appunto inviato da dariocardinali
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Approfondimento su: Macrocircolazione, Microcircolazione, Lesioni dei vari organi dello shock, Classificazione dei tipi di shock, Diagnosi, Terapie (16 pagine formato doc)

Lo shock è un evento cardiovascolare grave e spesso improvviso, o quasi, che comporta un insufficiente flusso di sangue ai tessuti, in modo da far mancare il nutrimento necessario e impedire di eliminare le scorie.
Si ha un abbassamento della PA fino a valori critici, cute fredda (tranne in caso di shock settico), stato confusionale per ipoperfusione cerebrale, fino al coma. Lo shock circolatorio è una condizione generalizzata di inadeguatezza del flusso sanguigno attraverso i vari distretti dell'organismo, tale da recar danno ai tessuti per insufficienza della irrorazione e in particolare per lo scarso apporto di ossigeno. Poiché, naturalmente, anche lo stesso apparato cardiovascolare si deteriora progressivamente, si stabilisce un circolo vizioso, e lo shock e le condizioni generali si aggravano sempre di più.
Quando lo shock è abbastanza grave lo shock stesso genera più shock, e si innesca un circolo vizioso che può portare all'esito letale. In ogni caso, se si instaura terapia appropriata, è possibile invertire il rapido processo dello shock. L'alterazione metabolica cellulare può essere PRIMITIVA o SECONDARIA. E' primitiva quando il punto di partenza è la cellula: non vi sono alterazioni della perfusione, anzi si parla di SHOCK AL ALTO FUSTO a causa dell'agente infettivo o delle sue tossine, come nel caso di SEPSI BATTERICA o VIRALE. E' secondaria quando segue ad una riduzione del trasporto di ossigeno a causa di ipoperfusione (SHOCK A BASSO FLUSSO). I meccanismi eziopatogenetici dello shock sono fondamentalmente tre: 1) volume circolatorio inadeguato; 2) compromissione del tono vascolare; 3) deficit critico della portata cardiaca. Ognuno di tali fattori può essere la causa iniziale dello shock, ma le strette relazioni esistenti fra massa sanguigna, sistema vasale e cuore fanno si che solo raramente il danno resti limitato ad uno solo settore. La persistenza dello stato di shock oltre una certa durata (ore, fino ad alcuni giorni) tende a creare lesioni irreversibili che conducono a morte del paziente. E' anche possibile che grazie a precise terapie lo shock venga superato (quoad vitam) ma possono rimanere danni transitori o anche permanenti a qualche organo (come il rene) che ne condizioneranno il decorso. La prognosi è tuttora assai severa. Nella letteratura medica si riscontrano ampie variazioni di mortalità a secondo dei vari tipi di shock: 3-20% sindrome da shock “tossico”, 40-70% sindrome da shock “settico”, 85% shock cardiogeno (infarto). La fisiopatologia dello shock è un argomento molto complesso, essendo coinvolti moltissimi organi e funzioni, quali: 1) macro e micro circolo; 2) metabolismo dei vari componenti cellulare incluso quello energetico; 3) il sistema di coagulazione. E' difficile tuttavia scindere i problemi della fisiopatologia da quelli eziopatogenetici: cause ed eventi consequenziali, a loro volta causa di ulteriore danno, si intrecciano tra di loro. La caratteristica comune a tutte le forme di