Il gioco in pedagogia: teorie e autori

Appunto inviato da jessycucciolina
/5

Il gioco dal punto di vista della pedagogia: teorie e riferimenti ad alcuni autori, Froebel, Bruner, Cleparade, Montessori, sorelle Agazzi e Piaget (2 pagine formato doc)

IL GIOCO PEDAGOGIA

Il gioco. Il gioco è una delle attività umane che genera soddisfazione e piacere.

Ognuno sceglie infatti il suo “gioco” in base al proprio interesse e al proprio piacere.
L’attività ludica è infatti la forma di espressione privilegiata dal bambino, forma attraverso la quale egli si rapporta a se stesso ed esplora il mondo circostante.
Il gioco ha la caratteristica di essere orientato verso la creatività è infatti nel giocare che egli sperimenta la possibilità di intervenire in maniera ATTIVA sugli elementi che lo circondano.
La dinamica che si realizza nel gioco, è quella che permette al bambino di acquisire consapevolezza di sé, ad interiorizzare norme, valori e ruoli sociali.

Il gioco: tema di pedagogia

IL GIOCO IN PEDAGOGIA: AUTORI

Froebel: afferma che il gioco è l’attività che caratterizza il bambino fino alla fanciullezza:è infatti tramite il gioco che egli interiorizza il mondo esterno.
L’educazione deve assecondare la spontanea attività umana senza proporre modelli esterni da imitare, ma fornendo la possibilità ad ogni individuo di realizzarsi autonomamente. Il gioco rivela le più intime tendenze di ciascuno e il bambino non lo interpreta come divertimento ma come un vero e proprio lavoro
A tale scopo vengono ideati i giardini d’infanzia, ossia spazi attrezzati per il gioco e il lavoro infantile e per le attività di gruppo, organizzati da una maestra giardiniera che guida le attività, senza che queste assumano mai una forma programmatica, come avviene nelle scuole.

Nel giardino l’attività predominante è appunto il gioco, “strada maestra” attraverso cui si sviluppano il linguaggio, il disegno,e le attività logico-matematiche
L'esempio più tipico del metodo frobeliano come continuità tra gioco e apprendimento è costituito dalla pedagogia dei "DONI"(palla;sfera,cubo,cilindro;cubo in mattoncini).

Il gioco in psicologia

TEORIE DEL GIOCO PEDAGOGIA

Bruner: il gioco è funzionale al bambino in quanto gli permette di sperimentare problemi, soluzioni e comportamenti irreali, facilitando così la creatività, la sperimentazione e l’inventiva. Il gioco equivale quindi ad un processo di esperienza.
La conoscenza è infatti per Bruner un processo di categorizzazione,ossia la tendenza a semplificare i numerosi stimoli/dati esterni attraverso il raggruppamento in classi di equivalenza. Più esperienza/conoscenza mi porta ad avere più categorie.

Maria Montessori: biografia e metodo educativo

TEORIE SUL GIOCO INFANTILE

Cleparade: Non bisogna obbligare il fanciullo in un’attività a meno che il bambino non ne senta il bisogno naturale.Tutto ciò implica una particolare importanza alla dimensione dello sforzo, utile per il superamento degli ostacoli che si pongono fra lui e la meta raggiungere.
L’educatore deve suscitare un tale interesse per far si che l’allievo riesca a superare lo sforzo; questo interesse è raggiungibile solo attraverso l’utilizzo di gioia e attrattiva che solo il gioco è in grado di procurare.L’educazione deve essere quindi gioiosa e ludica.

Montessori: i giochi sono assolutamente diseducativi in quanto portano alla dispersione dell’intelligenza, che dev’essere invece incarnata nel bambino.
Il suo pensiero si basa sulla totale libertà dell’allievo, in quanto solo questa consente uno sviluppo di manifestazioni spontanee,gia presenti nella natura del bambino.