Fichte, Hegel e Froebel: appunti

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appunti di pedagogia sul Romanticismo e Idealismo di Fichte, Hegel e Froebel (3 pagine formato docx)

FICHTE, HEGEL E FROEBEL - Ci troviamo nell’Ottocento, secolo della rivoluzione culturale che prende il nome di Romanticismo.

Questa cultura romantica trasforma criticamente quanto proviene dal secolo precedente, e fa di alcuni elementi  della riflessione  di pensatori come Rousseau, Kant e Herder, il vero cuore del nuovo atteggiamento romantico. È un periodo caratterizzato dalla ricerca dell’infinito, ma influenzato anche dagli avvenimenti politici del tempo, prima di tutte la Rivoluzione francese e gli avvenimenti napoleonici.

Da questa cultura romantica si distacca però una corrente detta idealista. Secondo questa corrente di pensiero è possibile comprendere la realtà a patto che questa coincidi con lo spirito. Quindi tutto ciò che esiste è composto sia da materia che da spirito. Questo è un pensiero rivoluzionario perché sarebbe a dire che Dio non ha creato tutto dal nulla, ma la realtà stessa è una sorta di emanazione, di spirito stesso.

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FROEBEL PEDAGOGIA - Esiste un’unica vera realtà ed è l’IO ASSOLUTO. Ma questo per realizzarsi ha bisogno del NON-IO ASSOLUTO, cioè la materia, nel quale esiste il NON-IO SOGGETTIVO, cioè l’uomo. L’uomo è quindi un ostacolo per la manifestazione di Dio e la pedagogia subentra proprio nello sforzo di superare questo ostacolo, come la parte concreta, pragmatica, della filosofia. Lo scopo della pedagogia è, per citare il primo rappresentante dell’idealismo, Fichte, “la produzione del senso religioso in noi stessi e a mezzo nostro negli essere razionali fuori di noi”. La pedagogia quindi è una dottrina applicativa dei principi filosofici, e nel dettaglio ciò avviene per mezzo di un’educazione morale, di uno sviluppo dell’etica nell’uomo. L’uomo deve sviluppare i propri ideali di vita, e l’amore per essi  lo spingeranno a cercare di realizzare nella vita reale la sua tensione etica. L’educazione morale è dunque “autoeducazione”.

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IDEALISMO - L’educazione proposta di Fichte deve stimolare la capacità dei giovani di apprendere e pensare in modo attivo e autonomo, ed essa non deve essere basata tanto sull’utilità, quanto sullo spirito che permette realmente di motivare l’apprendimento.
Quindi Fichte trova nell’elevarsi verso Dio l’obiettivo della sua riflessione pedagogica che viene concretizzata dal dotto, ossia dal filosofo. L’uomo ha il dovere di perfezionarsi all’infinito, ma vivendo in società ognuno deve operare anche per il perfezionamento di tutti gli uomini. Lo Stato dovrà quindi realizzare quest’opera di perfezionamento collettivo privilegiando l’educazione al rapporto comunitario, ma in ogni caso è il dotto che ha il dovere di educare al perfezionamento, indicando al genere umano la direzione da seguire e sorvegliandone il cammino. Leggi anche Hegel, Fichte e il Romanticismo, appunti