L'inserimento del "diverso" nella società e nella scuola

Appunto inviato da antocb
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Breve commento sull'inserimento di un "diverso" nella società e nella scuola e sul problema dell'integrazione. (1 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

In una società democratica e civile l'inserimento del diverso nella scuola e nella società è un diritto e un dovere In una società democratica e civile l'inserimento del diverso nella scuola e nella società è un diritto e un dovere.
La diversità è una realtà nella nostra società ormai abbastanza diffusa, non sempre accettata ma molto complessa come fenomeno. Sembra strano che in una società che tende alla globalizzazione e all'intercultura ci siano ancora fenomeni di discriminazione, di giudizio del diverso. C'è da fare, però, una puntualizzazione il diverso non è solo l'handicappato o per meglio dire il disabile, ma anche l'omosessuale, l'uomo con un colore di pelle diverso dl nostro cioè tutti colore che non rispondono ai “canoni ,da noi fissati, della normalità”. Nonostante si parli di integrazione, di abbattimento dei pregiudizi e delle barriere che non permettono a queste persone considerate “diverse” , di inserirsi in modo soddisfacente nella società ancora la strada è lunga.
Infatti, ad esempio, un nero anche se perfettamente integrato nella società è guardato dalla gente con sospetto, mal giudicato e si assumono nei suoi confronti atteggiamenti di diffidenza. Quindi non basta dire che queste persone sono integrate nella società, nella scuola, ecc. Non si deve fare l'errore di pensare che il problema sia risolto nel momento in cui si parla di integrazione nelle istituzioni della società, perché in questo modo non si farebbe altro che aumentare il numero degli “esclusi-integrati” ma si deve anche cercare di cambiare le mentalità chiuse della gente per far sì che i diversi siano definitivamente accettati.. Per fare questo si deve iniziare dalle basi, cioè si deve agire innanzitutto nella scuola che è l'agenzia educativa a cui sempre di più i genitori lasciano il compito di educare i propri figli. Deve essere la scuola per prima a gettare le basi per una mentalità aperta alla diversità, di qualunque tipo essa sia. La scuola oggi è in grado di fare grandi passi avanti grazie anche alla recente attuazione dell'autonomia scolastica. Si deve quindi intervenire con un dibattito e quindi con un attento esame di questa problematica ed individuare i metodi e le procedure più adatte ad un corretto intervento per risolvere questo delicato problema. Questi interventi dovrebbero essere ispirati ad una celebre frase di J.J. Rousseau secondo cui: “L'uomo ha bisogno dello sguardo altrui”; cioè il diverso è necessario alla completezza dell'umanità stessa. Egli voleva dire che la nostra stessa identità procede di pari passo con quella dell'alterità, della diversità, possiamo dire “io” solo se contemporaneamente diciamo “altro”; è ovvia la diversità nella natura, nelle cose create dall'uomo e quindi dovrebbe essere ovvia la diversità fra gli uomini stessi.