Il futurismo e la poesia

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Analisi della poesia durante il futurismo, con i punti fondamentali del programma letterario e ideologico del futurismo (1 pagine formato doc)

FUTURISMO E POESIA

Il futurismo e la poesia.

I futuristi si rendevano conto che la strada già imboccata dall’Europa e dall’Italia era quella della rapida industrializzazione e portavano la loro attenzione e la loro simpatica alle componenti di questa nuova realtà: le macchine, i grandi complessi industriali e le grandi masse operaie, le città moderne, le metropoli, l’automobile (nuovo mito nascente), la velocità. Ma l’accettazione delle nuove caratteristiche che la società andava assumendo era un’accettazione acritica.
Il futurismo arriverà ad esaltare la guerra “sola igiene del mondo” e il nazionalismo e  i futuristi saranno i più rumorosi tra gli interventisti prima, fra i fascisti poi.

POESIA FUTURISTA ITALIANA

In campo letterario è facile individuare il programma del futurismo.
a)    anzitutto il programma negativo: il futurismo è contro l’arte del passato fatta di “languori sentimentali” o di “freddo rispetto di tradizioni mummificate”.
b)    il programma propositivo si può così sintetizzare: 1) distruzione della sintassi e parole in libertà ; 2) immaginazione senza fili.
Il programma delle “parole in libertà”, svincolate da ogni legge di ordinamento gerarchico, sintattico o logico, spesso inventate e accostate a suoni onomatopeici e a numeri, è uno degli aspetti più interessanti del futurismo. La poesia del paroliberismo deve, nelle intenzioni, evocare il brulichio delle grandi folle urbane, nonché suoni, colori ed elementi della materia nella tensione massima dell’attività. Per alcuni letterati l’incontro con il futurismo fu solo temporaneo e sterile, per altri fu esperienza essenziale all’elaborazione di nuovi stili.

Marinetti e Futurismo: riassunto

A Marinetti e a Settimelli si deve un “manifesto del teatro futurista sintetico” 1915, che trasferì le nuove teorie al teatro, raccomandando di sorprendere il pubblico con ogni mezzo. Prampolini enunciò in altri manifesti di carattere tecnico gli elementi scenografici e spaziali relativi al teatro ideale del futurismo.
Il futurismo esaurì le sue migliori energie entro il 1916: il suo ottimismo guerrafondaio subì la prova dei fatti, tuttavia il vitalismo che sprigionava diffuse per molto tempo ancora la sua influenza.