Politica economica di Margaret Thatcher

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l'Inghilterra dal dopoguerra al 1979, il thatcherismo in economia, dottrine economiche ispiratrici, thatcherismo e reaganomics, Thatcher al governo, integrazione europea. Appunti ricchi, chiari e comprendono grafici esplicativi dell'andamento economico dell'Inghilterra e mondiale. La Politica economica di Margaret Thatcher (5 pagine formato docx)

POLITICA ECONOMICA DI MARGARET THATCHER

L’Inghilterra degli anni ‘80.

Politica economica di Margaret Thatcher. L’Inghilterra dal dopoguerra al 1979. Dopo la vittoriosa conclusione della Seconda Guerra Mondiale e fino agli anni ‘80, l’Inghilterra ha visto una costante alternanza, al governo, tra i due partiti principali, i Conservatori (Tories) e i Laburisti (Labour).
Nella prima fase delle storia inglese post-bellica, il potere fu preso dal partito laburista e il governo venne assegnato a Clement Attlee (1945-1951).
In questo periodo, l’intervento economico del governo si concentrò sulla nazionalizzazione di istituzioni e attività produttive (come la Banca d’Inghilterra, le ferrovie e le industrie pesanti) e sulla creazione di un moderno welfare state, basato su un sistema assicurativo e sanitario assistenziale di nuova formazione. Si trattava, dunque, di una condotta economica di stampo apertamente socialista, che comprendeva anche altre forme di assistenza, come aiuti economici per i disoccupati, i pensionati e i malati, che andavano a gravare pesantemente sul bilancio di uno Stato appena uscito dalla guerra e indebolito dalla perdita delle molte colonie che si stavano rendendo indipendenti proprio in quegli anni, prima tra tutte l’India (1947).

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POLITICA ECONOMICA DELLA THATCHER

Per limitare le perdite, Attlee mantenne in vigore il regime di economia di guerra, così da favorire l’occupazione, che rimase, infatti, a livelli alti. Prima di vedere il proprio governo cadere, Attlee diede l’appoggio inglese alla creazione della NATO e dell’ONU, rinsaldando l’alleanza con gli USA.
Dopo questo governo di sinistra, le elezioni del 1951 richiamarono al potere i conservatori guidati da Churchill, che divenne per la terza volta Primo Ministro; durante il suo governo, che andò dal 1951 al 1955, vide anche l’incoronazione della regina Elisabetta II, dopo la morte del precedente sovrano Giorgio VI. In questo periodo, l’Inghilterra dovette affrontare una pesante crisi petrolifera in Iran, dove erano saliti al potere gruppi nazionalisti che pretendevano di avere il controllo diretto sulle risorse minerarie, e due ribellioni in Kenya e in Malesia, nelle quali fu fatto intervenire l’esercito britannico.

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RIFORME MARGARET THATCHER

Nel 1955 Churchill lasciò l’incarico a sir Anthony Eden, che subì un’altra sconfitta in politica estera nella crisi di Suez: l’allora Presidente egiziano Nasser aveva manifestato la volontà di nazionalizzare il Canale che congiunge il Mediterraneo al Mar Rosso e l’Inghilterra, con l’appoggio di Francia e Israele, aveva occupato militarmente la zona. Questo aveva provocato la reazione dell’URSS, che arrivò addirittura a minacciare un attacco su Londra o Parigi, e degli USA: il Presidente Eisenhower, temendo la controffensiva sovietica, fece leva sulla dipendenza economica di Francia e Inghilterra e impose loro di lasciare il controllo di Suez all’Egitto. Con questo episodio, che portò Eden alle dimissioni, si pone fine al ruolo di superpotenza mantenuto finora dall’Inghilterra, che si deve da questo momento rassegnare ad essere un alleato degli USA senza un ruolo di primissimo piano nella politica estera mondiale.

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THATCHERISMO

Nonostante la crisi di Suez, i conservatori riuscirono a mantenere il potere negli anni successivi a Eden: nel 1957 divenne capo del governo Harold Macmillan, il quale si riavvicinò agli USA di Eisenhower e, successivamente, di Kennedy, oltre a sostenere il progetto della neonata CEE, anche se la prima richiesta di ingresso da parte della Gran Bretagna fu respinta dal presidente francese De Gaulle. Macmillan rinforzò anche la presenza militare in Africa e in Asia, nonostante molte colonie si fossero rese indipendenti proprio in questi anni, e portò avanti, grazie a un accordo con gli USA il progetto di armamento nucleare britannico. Per quanto riguarda l’ambito economico, cercò di aumentare l’occupazione, ma una crisi della bilancia dei pagamenti causò, nel 1961, un blocco dei salari che fu la causa delle sue dimissioni, rassegnate nel 1963. Il governo fu quindi retto per un anno dal conservatore Alec Douglas-Home, per poi passare nuovamente ai laburisti.