Pubblico Ministero: chi è e cosa fa

Appunto inviato da savianogaetano
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Le competenze del Pubblico Ministero, chi è e cosa fa: l'obbligatorietà dell'azione penale, l'archiviazione, PM e polizia giudiziaria (3 pagine formato doc)

PUBBLICO MINISTERO: CHI E' E COSA FA

Il Pubblico Ministero.

Storicamente, nel quadro della Repubblica Francese e poi Napoleonica, è sempre esistita l’esigenza di creare un apposito organo pubblico che sostenesse l’accusa nei giudizi penali. Da ciò deriva la logica di plasmare “ un altro da se”  rispetto al giudice, che davanti a questi, in posizione di parità con l’accusato, agisse per chiedere l’applicazione della legge.
Il soggetto che riveste questo ruolo è il Pubblico Ministero che è portatore degli interessi pubblici ed è assoggettato al principio di obiettività (imparzialità) nel processo, dove veste il ruolo di parte che contrapposta all’accusato e alla difesa agisce in contraddittorio davanti al giudice.
Il Pubblico Ministero è anche soggetto al principio di indipendenza dagli altri poteri dello stato e ha l’obbligo di agire secondo legalità.
A garantire l’indipendenza del Pubblico Ministero è prevista l’obbligatorietà dell’azione penale.

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PUBBLICO MINISTERO: COSA FA

Il Pubblico Ministero gode dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura nonché delle garanzie dell’inamovibilità  dell’indipendenza.
L’Art. 104 della cost.

sancisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
L’Art. 107 sancisce che i magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura.

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COMPETENZE DEL PUBBLICO MINISTERO

L’obbligatorietà dell'agire. L’obbligatorietà dell’azione penale è conosciuta sia dalla Costituzione e sia dal previdente codice di procedura penale del 1930 all’art 74, in base al quale:<< laddove il Pubblico Ministero ritenesse che la notizia criminis fosse manifestamente infondata, aveva la possibilità di archiviare gli atti.
La successiva legge del 14/09/1944 n° 288 ha modificato in parte questa disposizione,  prevedendo un controllo giurisdizionale demandato al giudice istruttore, cui il Pubblico Ministero si sarebbe rivolto per ottenere, nel caso di ritenuta manifesta infondatezza della notizia criminis, un’autorizzazione a non agire.
Il controllo del Giudice, alla fase di archiviazione, insieme al carattere pubblico dell’azione penale hanno portato all’obbligatorietà dell’azione penale.
Tale principio è oggi previsto dall’art 112 della Costituzione, in base al quale, il PM ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.
Da una prima lettura dell’art 112 si evince che il Pubblico Ministero è monopolista dell’azione penale. In realtà non è così, non esiste un monopolio da parte del PM nell’esercizio dell’azione penale ma un obbligo di promuovere la domanda di giudizio.
Il disposto costituzionale, facendo obbligo al Pubblico Ministero l’esercizio dell’azione penale, non vuole escludere che ad altri soggetti possa essere conferito analogo potere, ciò che esclude è che a Pubblico Ministero possa essere sottratta la titolarità dell’azione penale in ordine a determinati reati.