La schizofrenia

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La schizofrenia da Kraepelin a Bleuler e Schneider, fino al DSM V, epidemiologia, teorie alla base dell'espressività del disturbo (biologica, chimica, psicologica, sociale) (2 pagine formato doc)

STORIA DELLA SCHIZOFRENIA
Il primo a parlare di questa patologia come entità distinta fu Kraepelin nel 1887, il quale la definì "dementia precox" - demenza precoce- in quanto caratterizzata da un grave e progressivo deterioramento che si manifesta, secondo la sua opinione, prevalentemente in età giovanile.
Il termine "schizofrenia" - mente scissa - fu introdotto da Bleuler nel 1911.
Egli, non totalmente in accordo con le teorie di Kraepelin, introdusse questo nuovo termine per indicare la principale caratteristica della patologia, ovvero una scissione-divisione a livello cognitivo, affettivo e relazionale. Bleuler introdusse anche la distinzione tra sintomi positivi , i quali aggiungono qualcosa alle attività psichiche (deliri e allucinazioni), e sintomi negativi, che rimuovono qualcosa (appiattimento affettivo, apatia, abulia).
Inoltre Bleuler parlò di schizofrenia come Sindrome delle 4A : ambivalenza, autismo, associazioni disturbate e affettività disturbata.


Nel 1959 Schneider distingue invece la sintomatologia in sintomi del primo rango e sintomi di secondo rango, inserendo nei primi quelli che egli riteneva essere tipici della schizofrenia : allucinazioni uditive, con voci che commentano in terza persona, perdita del controllo relativa al pensiero (eco, furto, trasmissione, inserimento del pensiero), al comportamento e alla volontà.