Teorie riguardanti la psicologia del lavoro e delle organizzazioni

Appunto inviato da martinabriguglio
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Spiegazioni dei vari approcci teorici che costraddistinguono questa disciplina (3 pagine formato doc)

Due psicologi del lavoro hanno attuato una suddivisione in due gruppi delle teorie organizzative.
Le prime sono le teorie a orientamento normativo che:
o    Propongono modelli ideali di organizzazione
o    Stabiliscono a priori norme di funzionamento generali
o    Esasperano una dimensione razionale (piuttosto che psicologica) dell’organizzazione
o    Non considerano la località (dimensioni culturali e sociali).

PSICOLOGIA DEL LAVORO NELLE ORGANIZZAZIONI (Clicca qui >>)


Tra queste vi sono
•    Le teorie razionali o classiche le quali considerano le organizzazioni come entità collettive che, per raggiungere determinati scopi, devono osservare determinate norme e decidono le mansioni, il profilo ideale dei lavoratori che le svolgeranno e la retribuzione da subito (poiché lo scopo dell’organizzazione dev’essere precisato e non ambiguo). Esse si sono focalizzate esclusivamente sul livello economico-amministrativo di un’organizzazione, tralasciando quello psicologico.
Di queste teorie fanno parte.

PSICOLOGIA DEL LAVORO COME DISCIPLINA DI FRONTIERA (Clicca qui >>)

•   L’organizzazione scientifica del lavoro (OSL) di Taylor. Egli introdusse il Task Management secondo cui ogni lavoratore doveva eseguire un determinato compito in un tempo definito. Mentre il lavoratore doveva solo occuparsi di tale compito, la direzione invece doveva sapere ogni dettaglio del lavoro di tutti i lavoratori. Quindi il lavoratore era considerato una macchina (da lavoro).