La diagnosi psicoanalitica di Nancy McWilliams

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Sintesi dell'intero libro, con suddivisione capitolo per capitolo (91 pagine formato doc)

Molte persone, inclusi alcuni terapeuti, pensano che la diagnosi sia una brutta parola, perché la persona viene semplificata.
Effettivamente c'è un abuso del linguaggio psicodiagnostico ma questo non ne legittima l'abbandono. Infatti l'applicazione corretta del concetti psicodiagnostici aumenta le possibilità del cliente di essere aiutato.

Processo diagnostico  nelle sedute iniziali si devono raccogliere quelle informazioni che sono tradizionali nella formazione psichiatrica e che sarebbe più difficile reperire successivamente

Si dedica solitamente la prima seduta ai dettagli del problema. Alla fine della seduta si verifica la reazione globale nei confronti del terapeuta e alla prospettiva di lavorare insieme.

Nella seconda seduta si ripete che verranno fatte molte domande, si chiede il permesso di prendere appunti e si avverte il cliente che se non si sente di rispondere a qualche domanda, sarà libero di differire la risposta.

 Rispetto e pariteticità

SCHEDA DEL COLLOQUIO DIAGNOSTICO

Dati demografici

Nome, età, sesso, retroterra etnico e razziale, orientamento religioso, condizione relazionale e genitoriale, livello istruzione, condizione lavorativa, esperienze di precedenti psicoterapie, forme dell'invio, informatori diversi dal cliente

Problemi attuali e loro insorgenza

Principali disagi e idee del paziente circa l'origine, storia di questi problemi, farmaci, perché si richiede la terapia proprio ora.

Storia personale

Dove è nato, dove è cresciuto, numero di fratelli, collocazione tra di essi, trasferimenti importanti, problemi psicologici in famiglia. Ottenimento dati oggettivi da genitori e fratelli.


  • Prima infanzia e fanciullezza
Paziente è un figlio desiderato, condizioni della famiglia dopo la nascita, cose insolite nelle tappe evolutive fondamentali, ricordi precoci.