Jean Piaget e le fasi dello sviluppo cognitivo

Appunto inviato da dottolas92
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Appunto chiaro che spiega le fasi di sviluppo cognitivo secondo la visione dello psicologo svizzero Piaget. (2 pagine formato pdf)

Piaget ha condotto numerosi esperimenti per individuare l’origine del comportamento intelligente e pertanto il suo pensiero viene definito come “epistemologia genetica” (epistemé = conoscenza in greco) poiché l’uomo è dotato di meccanismi innati (assimilazione e accomodamento).
La mente umana ha un’intelligenza evoluta e, di conseguenza, una forma complessa di adattamento (continui cambiamenti). Piaget oltre a sviluppare i concetti di assimilazione e accomodamento, individua lo schema quale altra forma che ha la mente umana di procedere: il soggetto elabora strategie per conoscere o schemi. Egli sostiene che l’intelligenza di un bambino non deve essere confrontata a quella di un adulto (adultismo) e, quindi, considerarla inferiore o limitata; infatti, negli esperimenti sui bambini ha registrato caratteristiche intellettive tipiche nelle diverse fasce di età e a seconda di queste i piccoli avranno un modo peculiare di elaborare gli input.
Infine, Piaget subordina al pensiero, all’intelligenza ogni altra conquista cognitiva e morale.
TAPPE EVOLUTIVE
Periodo senso-motorio: il bambino agisce attraverso schemi basati sulla percezione e sul movimento; da riflessi incontrollati grazie all’esperienza li arricchisce fino a manifestare azioni intenzionali e coordinate. Verso i due anni mediante l’intelligenza rappresentativa il bambino prima di agire si prefigura l’azione da compiere. Inoltre, il suo pensiero progressivamente lo aiuta nell’imitazione di azioni a distanza di tempo. Questo stadio di sviluppo, dagli 0 ai 2 anni riguarda la percezione “permanenza dell’oggetto”, ovvero l’idea che le cose continuano ad esistere anche quando non le vediamo; a pochi mesi un oggetto caduto per terra o nascosto davanti agli occhi di un neonato risulta a lui sparito e, quindi, non lo cerca. Ciò sarà superato entro i due anni fino a comprendere la complessità del nascondere gli oggetti.