Risoluzione di un caso professionale.

Appunto inviato da valiiina
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fase informativa; fase organizzativa (bisogni, risorse, limiti, obbiettivi, attività e compiti, verifica); fase attuativa; fase valutativa. (1 pagine formato doc)

Fase informativa: età; malattia + sintomi; famiglia; relazioni (anche lavoro); personalità; economico.
No informazioni dettagliate sulla malattia. Fase organizzativa: bisogni: si prima necessità, affetto/cura/comprensione/mantenere relazioni sociali, di autostima ed autonomia, assistenza medica o socio/sanitaria (medico di base, neurologo, psicologo, assistenza domiciliare, fisioterapista), di mantenere le capacità residue; mantenere l’equilibrio famigliare, di assistenza economica, di continuare l’attività lavorativa con diverse mansioni. Risorse: vanno motivate.
Il paziente ha ottimi rapporti famigliari: la moglie è casalinga e si occupa esclusivamente del marito e del figlio; Carlo ha una figlia che vive in una città vicina ed è sposata con un impiegato di banca; Carlo potrebbe reagire positivamente alla malattia perché ha un carattere creativo; la famiglia vive in un appartamento di sua proprietà quindi non ha spese aggiuntive; su territorio sono presenti strutture adeguate per l’assistenza e la cura della patologia; è ancora abb. Cosciente della sua malattia. Limiti: è affetto da Halzeimer; ha problemi di memoria e comportamenti bizzarri; non potrò più svolgere le mansioni lavorative a causa della sua malattia. La situazione economica non è favorevole a causa delle numerose spese; la figlia vive in un’altra città e non può assistere il padre; le relazioni sociali potrebbero essere compromesse; la malattia potrebbe sviluppare fenomeni di etichettamento; il rapporto padre/figlio è compromesso dalla malattia. Obbiettivi: permettere a Carlo di vivere il più possibile normale; renderlo consapevole/cosciente della sua malattia; dargli cure e assistenza; favorire il mantenimento dei rapporti sociali e dell’equilibrio famigliare; contrastare il decadimento psico/fisico; mantenere le capacità residue favorendo l’autonomia; motivare il paziente attraverso le attività ludico/creative; ottenere finanziamenti dagli enti sociali; cercare di mantenere le mansioni lavorative.